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Modena a secco, il gol resta ancora un grande nemico

di Giovanni Balugani
Modena a secco, il gol resta ancora un grande nemico

La squadra di Crespo crea tanto ma non concretizza Finora solo Granoche a segno nelle 4 partite ufficiali

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E chi si sarebbe aspettato che la squadra di un principe del gol come Hernan Crespo non riuscisse a buttarla dentro? Eppure a conti fatti il Modena è (di nuovo) il peggior attacco del torneo, con ancora zero gol fatti nei primi 180 minuti. «Dovrebbe giocare Crespo», si sente dire in giro, ma si tratta di una frase poco rispettosa del lavoro che il tecnico sta svolgendo, un lavoro che è sotto gli occhi di tutti e che si distacca in maniera netta dal recente passato canarino. Nella passata stagione il Modena è stato il secondo peggior attacco dell'intera cadetteria con 37 reti in 42 partite, ma quella era una squadra che giocava poco a calcio e speculava molto sul risultato, andando a caccia del punticino, specialmente in trasferta. Il raffronto è implacabile: in nessuna gara fuori casa quel Modena aveva creato 7 nitide palle gol come avvenuto sabato al Partenio contro l'Avellino, in un campo di per sé ostico e in cui poche squadre avranno vita facile nel corso del torneo. Ecco perché la mentalità che Crespo sta infondendo nella squadra crea un solco ben delineato rispetto alla scorsa stagione, il problema ora è un altro. Se l'anno scorso non c'erano occasioni, ora sta mancando la concretezza sottoporta, dove il Modena resta anemico: 3 gol nelle 4 partite ufficiali finora disputate e tutte firmate da Pablo Granoche nella sfida di Coppa Italia contro il Tuttocuoio. Poi nessun gol contro Sassuolo, Vicenza ed Avellino. Il Diablo ha saltato la prima e ad Avellino ha in sostanza avuto una sola palla gol, creandosela dal nulla: Frattali gli ha detto no con un miracolo, ma Granoche è un attaccante navigato che in un modo o nell'altro troverà le soluzioni per racimolare il suo abituale bottino di reti. Ma non potrà essere una nuova stagione con un unico mattatore, Crespo dovrà trovare le reti anche negli esterni offensivi e nelle mezzali, è questo l'apporto che è venuto meno nella passata stagione. Le tante occasioni capitate a Luppi, ma anche a Olivera e al ritrovato Rubin dicono che l'argentino è sulla strada giusta per mettere nelle condizioni la squadra di liberarsi dalla Granoche-dipendenza, ora la palla (ed è proprio il caso di dirlo) passa nelle mani dei calciatori: attaccanti e centrocampisti devono fare un salto di qualità e di concretezza e allora la stagione del Modena potrebbe prendere il piglio giusto.

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