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Sospesa la sesta Tor des Geants, ma i modenesi sono protagonisti

Sospesa la sesta Tor des Geants, ma i modenesi sono protagonisti

«Non vi sono più le condizioni atmosferiche minime per proseguire la gara senza rischi». Questo, in sintesi, il comunicato ufficiale con cui il Comitato Organizzatore di gara ha chiuso in anticipo...

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«Non vi sono più le condizioni atmosferiche minime per proseguire la gara senza rischi».

Questo, in sintesi, il comunicato ufficiale con cui il Comitato Organizzatore di gara ha chiuso in anticipo la sesta edizione del Tor des Géants. Una decisione ponderata, ma sofferta, quella che la direzione di gara ha reso nota giovedì mattina, dopo diverse sospensioni sin dal via della manifestazione, domenica. Il Tor des Géants, Giro dei Giganti in valdostano, è la gara di endurance trail per eccellenza. Da molti ritenuto il trail più duro al mondo, prevede un giro completo della Valle d'Aosta, con partenza ed arrivo da Courmayeur. 330 chilometri complessivi, con qualcosa come 24mila metri di dislivello, a snodarsi sull'Alta Via numero 1 e 2 della Valle d'Aosta. Una sfida in regime di semi-autosufficienza, da percorrere a velocità libera nel tempo massimo di 150 ore, attraverso una quarantina di punti ristoro e sette cosiddette "basi vita" (una ogni 50 km), per l'accoglienza, il riposo ed i controlli medici.

Condizioni meteo pessime sin dalle primissime ore di domenica hanno accompagnato i circa 700 atleti da tutto il mondo che hanno dato vita a questa edizione 2015. Sospensione di un paio d'ore nella notte, lieve miglioramento meteo martedì mattina, prima del deciso peggioramento mercoledì sera, tanto da portare alla nuova sospensione della gara nella notte. Pioggia, nebbia e temperature in picchiata, con nevicate sopra i 2.500 metri, hanno spinto gli organizzatori a sospendere definitivamente il TOR giovedì mattina, quando soltanto sei atleti avevano già concluso la prova.

Rappresentanza modenese con Matteo Pigoni, in gara con il Team Tecnica ed i due portacolori del Team Mud and Snow, Gianluca Di Meo e Riccardo Jonathan Franciosi. Pigoni ha annunciato il ritiro al secondo giorno di gara, mentre Di Meo e Franciosi sono stati fermati dagli organizzatori quando la loro prova era rispettivamente al 200° e 240° chilometro.

«A fare la differenza in questi ultra trail - commenta Christian De Maria, ultra trailer modenese che proprio con Di Meo e Franciosi ha dato vita nel 2014 al progetto solidale "Corro perché ho Midollo", in favore di ADMO, con il quale sensibilizza atleti e opinione pubblica sull'importanza della donazione di midollo osseo - è certamente l'aspetto psicologico. Non sono accettati pacers sul percorso e si può riposare o ricevere assistenza solo ai ristori o nelle basi vita. Qui entrano in gioco gli assistenti degli atleti, che se ne occupano a 360 gradi, come veri angeli custodi. Amici, motivatori, psicologici, ma anche massaggiatori e medici: ogni assistente sa perfettamente cosa fare per l'atleta e come farlo».

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