Sassuolo, la ricetta: il 4-3-3 come una fede e schemi a memoria
Contro la Roma ha funzionato bene anche la fase difensiva Di Francesco: «Segreti? È il lavoro in allenamento che paga»
“Fidatevi, a Di Francesco farà bene stare un altro anno a Sassuolo, completerà la maturazione e sarà pronto per il grande salto”. Così dettava qualche mese fa a taccuini chiusi un importante dirigente neroverde. Buon per il Sassuolo che Eusebio è rimasto. Sì, perché come abbiamo più volte avuto modo di scrivere, è lui il valore aggiunto di questa squadra. Dopo tanta gavetta ormai la maturazione del 46enne tecnico pescarese è completa, non solo dal punto di vista tecnico (azzecca praticamente tutte le scelte) ma anche degli atteggiamenti. Avanti di questo passo a giugno avrà solo l’imbarazzo della scelta. A Roma - grazie anche alla prestazione monstre dei neroverdi all’Olimpico - sono in tanti a scommettere che sarà proprio il DiFra, un giorno, a prendere il posto di Garcia. Quando quel giorno (destinazione Roma o altrove) arriverà, per il Sassuolo non sarà semplice trovare un sostituto all’altezza.
Fase difensiva
A cambiare il volto di questo Sassuolo lanciandolo in orbita è la fase difensiva, tallone d’Achille di quel Zeman che, di Eusebio, è il maestro. “Sì, ma io non scimmiotto nessuno anche se a livello di gioco Zeman è stata la mia fonte d’ispirazione” - puntualizza Di Francesco. Che, rispetto agli inizi, oltre a costruire spumeggianti geometrie offensive fatte imparare a memoria agli attaccanti durante gli allenamenti, da un po’ di tempo a questa parte lavora col suo staff - e parecchio - anche sulla fase difensiva. Il 4-3-3 resta una fede inossidabile, anche se quello “puro” di un paio di stagioni fa si è trasformato - quando la squadra è attaccata - in un efficace 4-1-4-1 con tutti gli effettivi impegnati in ripiegamento per difendere e rubare palla agli avversari. A Roma i neroverdi hanno lasciato il possesso ai giallorossi (63%), difendendosi con ordine quasi a pieno organico per poi colpire con veloci ripartenze, sfruttando la sovrapposizione degli esterni. Il tutto con una parola d’ordine: mai buttare via la palla. Anche se poi, esagerando, si rischiano di combinare frittate come quella di Consigli. “Non abbiamo segreti - si schernisce Di Francesco - la squadra mi segue e raccoglie i frutti del lavoro in allenamento”.
Fair play
A Roma da applausi anche il fair play del Sassuolo. L’irregolarissimo gol di Totti non è stato utilizzato come alibi. Dal campo e dalla panchina non si erano nemmeno accorti del fuorigioco del Pupone, noi in tribuna – con una visuale decisamente migliore – sì. E poi Totti è sempre Totti, non uno qualunque. “E’ il mio idolo da sempre” – ha detto Politano del numero 10 romanista, legato a Di Francesco da una grande amicizia nata quando erano compagni di squadra. Né l’ex romanista, né il tecnico neroverde hanno tirato fuori la storia del fuorigioco, glissando: “Non abbiamo visto”. Meglio così.
Scommesse
Politano e Defrel sono due scommesse di Di Francesco. Il primo, un giorno, dovrà prenderà il posto di Berardi. “Vedrete, Politano sarà la sorpresa della stagione” – aveva assicurato il tecnico alla vigilia del campionato e, stando alla prestazione di ieri, ha buone possibilità di azzeccare l’ennesima previsione. Defrel invece è chiamato fin da subito a non far rimpiangere Zaza. Il Sassuolo aveva le mani su Zapata, affare poi misteriosamente sfumato, Di Francesco ha così optato per una scelta controcorrente facendosi acquistare da Carnevali un falso nueve che sta plasmando. Qualcuno ha storto il naso ritenendo troppi i 7 milioni investiti, ma il Defrel visto all’Olimpico ha ben poco da invidiare a Zaza, anzi…
@Star_70_
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