Diouf, la vita da...gigante raccontata in un libro
Biografia della campionessa della Liu Jo: all'asilo era più alta della suora e a 15 anni sfiorava i due metri. Europei donne: Folie a casa
MODENA E' uscito ieri in tutte le librerie italiane “Quando sarai grande”, il libro di Valentina Diouf, scritto in collaborazione con il giornalista Andrea Schiavon, nel quale la giovane giocatrice della LiuJo racconta i suoi primi 22 anni di vita tra un'adolescenza complicata, i viaggi in Africa ed il rapporto con i suoi genitori. Nonostante la giovanissima età Valentina Diouf ha tantissime storie da raccontare, che ha raccolto in questo libro che appassionerà gli amanti del volley e non solo.
UN'ADOLESCENZA COMPLICATA Sono tanti i temi che l'opposto della nazionale affronta in questa biografia, uno dei più importanti è sicuramente il racconto di un'infanzia vissuta in un corpo da gigante: a 15 anni sfiorava già i due metri di altezza e all'asilo era più alta della suora. Ecco i primi estratti del libro pubblicati ieri da La Gazzetta dello sport: «C'è stato un tempo in cui il mio sviluppo in altezza sembrava non arrestarsi più, incontenibile, tanto da rimanere incastrata in un letto troppo piccolo...non ero una futura regina, ero Gulliver imprigionato dai Lillipuziani. Adesso ho fatto pace con i miei ricci e anche con i miei due metri-e-zero-due, però ho passato anni a ingobbirmi nella foto, per sembrare un po' più bassa e confondermi all'interno del gruppo».
IL RAPPORTO CON I GENITORI La Diouf è nata a Milano ventitre anni fa da padre senegalese e madre italiana, il padre, però, è volato presto negli Stati Uniti, per la precisione a Memphis, dove lavora come ingegnere. In America il padre di Valentina si è costruito una nuova vita con una nuova famiglia, ma i due attualmente sono in ottimi rapporti e si sentono spesso. Anche se le cose non sono sempre state idilliache. «Sono mesi che non lo sento, non mi ha telefonato neanche per farmi gli auguri per il mio 12° compleanno, e l'ultima volta che è stato in Italia non è passato a salutarmi». La mamma, invece, la segue sempre in tutti i suoi spostamenti sportivi, anche se le vacanze sono sempre una dura prova: «In vacanza non sono la Diouf, sono Vale, la figlia che cerca nuovi equilibri nel rapporto con mamma Silvia. Un viaggio in cui passi tutta la giornata insieme è un bell'esame per mettere alla prova la relazione madre-figlia».
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LE FATICHE DELLO SPORT L'ultimo estratto riguarda la sua passione, la pallavolo. La Diouf guarda in avanti al momento del ritiro: «Ammiro la longevità di certe atlete ma, al tempo stesso, capisco una ragazza come Federica Pellegrini, quando dice che dopo Rio vuole smettere...di una cosa sono certa: spero solo che siano la mia testa e il mio cuore a farmi smettere, non un corpo usurato e rattoppato che, semplicemente, non ce la più. Fino all'ultima partita dentro di me devo trovare la voglia e la forza di gettarmi su ogni pallone».
FOLIE ESCLUSA La partenza per il Campionato Europeo si avvicina e Marco Bonitta è chiamato a scegliere le 14 atlete che vi parteciperanno. Ieri il ct ha ridotto a quindici il numero delle azzurre al lavoro al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti: tra le esclude Rapahela Folie della Liu Jo.
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