Addio a Ubaldo Casalgrandi, l’uomo delle brustoline
Per 51 anni ha venduto arachidi e romelline al Braglia, una delle figure più amate dai tifosi gialloblù. Domani l'ultimo saluto
MODENA. Chiunque negli ultimi 51 anni abbia messo piede al Braglia lo ha intravisto o scambiato due chiacchiere comprando un pacchetto di arachidi o noccioline: stiamo parlando di Ubaldo Casalgrandi, conosciuto come Rommel, un'icona per chi ha il cuore gialloblù. Per oltre mezzo secolo, e cioè dal 1964, ha venduto quelle che in dialetto modenese egli stesso definiva brustole o romelle a tutti i tifosi del Modena e lo fece fino al 2012 con un carretto dipinto di giallo e di blu, poi portandole in una sacca, in curva nord o sud, a seconda di dove il cuore del tifo canarino si spostasse negli anni.
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La sua scomparsa, avvenuta ad 89 anni, ha raccolto un profondo cordoglio, perché Ubaldo era persona conosciuta a tutti e per bene, ecco perché in tanti, nelle pagine facebook in cui si parla del Modena, hanno voluto onorarlo. Era una di quelle figure romantiche che fa a cazzotti con la nuova visione del calcio, trasformato in uno spettacolo asettico e in cui non c'è più spazio per le piccole cose, che, però, sono il gusto e l'essenza di una giornata trascorsa sui gradoni (ora seggiolini) di uno stadio. Un calcio che non c'è più, ma di cui Ubaldo Casalgrandi, a Modena, è stato figura inossidabile. L'ultimo saluto sabato alle 11 partendo dalle camere ardenti di Baggiovara direttamente per il forno crematorio di Modena. Raggiungerà il padre Guido che lo aveva avviato all’attività allo stadio, una tradizione che aveva poi ha coinvolto anche i figli Ivan e Katia. (gib)
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