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Sassuolo, com’è cambiata la musica

di Marco Costanzini
Sassuolo, com’è cambiata la musica

Neroverdi mai così in alto in serie A: sconfitte l’astinenza da punti nelle prime giornate e la Berardi-dipendenza

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Sassuolo, come è cambiata la musica! Alla loro terza stagione in serie A i neroverdi sembrano aver completato il proprio percorso di maturazione, dimostrando di essere una squadra capace di affermarsi anche sui grandi palcoscenici grazie alla mentalità inculcata da Di Francesco e ad un’identità ben definita, quella che si dimostrò vincente in serie B e che giornata dopo giornata, stagione dopo stagione, li sta portando sempre più in alto nella massima categoria del calcio italiano. Talmente in alto che oggi, dopo 5 turni di campionato, il Sassuolo può godersi il terzo posto solitario in classifica, arrivato grazie alla vittoria di Palermo e soprattutto ad un avvio di stagione senza macchia, il migliore da quando è in serie A.

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E pensare che in 4 di queste 5 gare è mancato Domenico Berardi, il trascinatore e capocannoniere delle ultime due stagioni con 31 reti, più di un terzo di quelle segnate dalla squadra. Vincere l’astinenza di punti delle prime giornate e la Berardi- dipendenza era la missione di inizio anno, l’esame di maturità da superare per essere grandi anche in serie A. Il Sassuolo, unica squadra ancora imbattuta assieme alla capolista Inter ed unica ad essere andata a segno in tutti i 5 primi tempi delle gare giocate, può dire di esserci riuscito ed iniziare a pensare di alzare l’asticella, pur mantenendo quell’umiltà e quell’applicazione che hanno permesso di arrivare fino ad una zona di classifica nella quale non si parla di salvezza ma di… Champions League.

ADDIO INIZI AD HANDICAP

Riavvolgendo il nastro e guardando le classifiche alla 5ª giornata dei due primi campionati di A giocati dai neroverdi la differenza sostanziale rispetto ad oggi balza subito agli occhi. Due stagioni fa proprio alla quinta gara giocata il Sassuolo trovò il suo primo, storico punto dopo 4 sconfitte di fila contro Torino, Livorno, Verona ed Inter: arrivò al San Paolo contro il Napoli, pur lasciando i neroverdi in ultima posizione col Catania. Per la prima vittoria si dovette attendere il derby con il Bologna all’8ª giornata, lo stesso turno di campionato nel quale i neroverdi si sbloccarono anche nella passata stagione. Il secondo anno in serie A partì infatti sulla falsariga del precedente, tanto che dopo 5 giornate il Sassuolo aveva appena 3 punti, frutto di altrettanti pareggi, e se non si trovava all’ultimo posto con Empoli e Palermo, ma al penultimo, era solo grazie alla penalizzazione del Parma. Sono lontani quei tempi, perché in questa stagione sembra di vivere su un altro pianeta: 3 vittorie, 2 pari, 0 sconfitte, per un terzo posto con 11 punti alle spalle solo di Fiorentina e Inter.

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ADDIO BERARDI-DIPENDENZA

“Come farà il Sassuolo senza Berardi?”, ci si chiedeva al momento dell’infortunio del calabrese con il Napoli. Dati e statistiche delle passate stagioni legittimavamo a tutti gli effetti questo interrogativo e pure dubbi e perplessità dei tifosi. La miglior risposta l’hanno fornita i suoi compagni, soprattutto quelli di reparto. Nel Sassuolo che vola e che sino a questo momento non ha mai conosciuto la parola sconfitta sono infatti andati a segno solo gli attaccanti. Tutti eccetto uno, che risponde proprio al nome di Berardi. Da Floro Flores a Floccari, da Sansone a Politano, da Defrel a Falcinelli, che la sua firma non l’ha messa in campionato ma nel derby di Tim Cup con il Modena. Anche la Berardi- dipendenza è un vecchio ricordo e ora una nuova domanda, molto più dolce, si trasforma in considerazione: “Chissà cosa sarà capace di fare il Sassuolo quando rientrerà a pieno servizio anche Berardi”.

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