Inizio incubo, peggio soltanto 95 anni fa
Per trovare un inizio di campionato peggiore di quello attuale occorre spostare indietro le lancette del tempo di ben 95 anni, quando il campionato italiano non era che la somma di tanti gironi...
Per trovare un inizio di campionato peggiore di quello attuale occorre spostare indietro le lancette del tempo di ben 95 anni, quando il campionato italiano non era che la somma di tanti gironi regionali. Nella stagione 1920-21 al Carpi toccarono Modena, Parma, Piacenza e Reggiana. Finì con un solo punto in classifica, ottenuto alla quarta contro la Reggiana. Rimane in assoluto il record negativo per la società di via Marx. Raro, però, anche trovare partenze con due punti nelle prime cinque partite. Nei 106 anni di storia biancorossa è accaduto solo quattro volte. Ognuna di queste stagioni ha segnato in un qualche modo una rottura col passato. A partire dall'ultima, nel 2002-2003, l'anno successivo alla promozione dall'Eccellenza, fu quella del passaggio della proprietà da Cavicchioli a Salami, destinato a rimanere in sella solitario per sei anni. E' anche l'unica occasione in cui il Carpi non ha terminato la stagione in uno degli ultimi due posti, finendo undicesimo. Nel 1974-75, mentre la squadra retrocede dalla C alla D, appende i guantoni al chiodo Pressich. Non un giocatore qualsiasi, ma il massimo alfiere di sempre con 329 presenze. Al termine del 1979-80, il Carpi saluta la C2 ma anche il presidente Boni e lo storico massaggiatore Cavazzuti, che lasciano. Il 1980-81 si conclude invece con un penultimo posto in D che non provoca scossoni per il blocco delle retrocessioni. A livello dirigenziale, invece, il passaggio da Caffarri a Righi crea il primo nucleo della società che poi si fonderà con l'Athletic.
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