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PalaPanini, la storia di palline e racchette passa anche da qui

PalaPanini, la storia di palline e racchette passa anche da qui

Nel 1988 prima storica sfida Mecir-Noah, nel 1993 la Coppa Davis e nel 2006 Moya, Pennetta e Schiavone

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19 novembre 2006: questa l’ultima volta del grande tennis al PalaPanini quando grazie ad Adriana e Antonella Serra Zanetti e ad un gruppo di amici appassionati arrivarono a Modena Carlos Moya, Filippo Volandri, Flavia Pennetta e Francesca Schiavone. Oltre 3500 persone in un palazzo dello sport vestito a festa, così come sarà il prossimo 22 novembre quando arriveranno a Modena McEnroe, Leconte, Wilander e Noah. Sarà un altro evento storico destinato ad entrare negli annali di un tennis che a Modena arriva in pubblico fin dal lontano 1906, quasi 110 anni fa.

Già da qualche primavera le ville borghesi ospitavano partite nei campi privati, ma in quell'anno, per la prima volta, una racchetta e una pallina fecero la loro comparsa davanti al pubblico. Accadeva in via Ganaceto, a Villa Campori, a Villa Levi, ma soprattutto nel cortile interno dell'Accademia Militare Lì ci sono le prime vere sfide in pubblico per un tennis destinato a crescere.

Tre anni dopo, infatti, siamo nel 1909, nasce già il primo Lawn Tennis Club, l'odierno Tennis Modena che diventa teatro delle manifestazioni più importanti fino agli anni Cinquanta, poi replicate negli anni Ottanta. Si susseguono campionati italiani e incontri internazionali, anche sotto gli occhi del Duce. Non mancano i personaggi. A cominciare dalla dinastia dei Sandonnino, padre e figlia, Claudio e Wally: al primo si deve l'importazione della terra rossa, alla seconda i primi successi internazionali. Sarà anche colei che si potrà fregiare del titolo di prima insegnante di Adriano Panatta. Nascono i circoli ancora oggi più rinomati, lo Zeta Due, la Meridiana di Casinalbo, lo Sporting Sassuolo, anche se il primo vero torneo della provincia, appuntamento fisso della carovana del tennis, era ai piedi del castello di Formigine. La prima grande manifestazione al di fuori del Tennis Modena fu allo Zeta Due: ci sono Rod Laver, Arthur Ashe, Niki Pilic, il massimo. Siamo nel febbraio del 1972 e si giocano i campionati italiani allo Z2: vincerà Panatta e Gianni Clerici, storica firma del tennis mondiale, commenterà l’evento con un articolo indimenticabile come fu quella finale.

Altri tempi, fino ad arrivare ai giorni nostri: a Modena giocano Mecir-Noah in un palazzetto gremito (1988), che ripete il sold out in occasione della Coppa Davis (Italia-Brasile, 1993). Merito di Gianni Barbolini, che nel tennis e negli eventi ha messo cuore e anima.

Gli anni 80 sono anche gli anni di Roberto Vitale, che al Tennis Modena porta nomi internazionali mentre a Serra Mazzoni si giocano i campionati italiani under 18 con un certo Mats Wilander ad alzare il trofeo.

I tornei si moltiplicano, Conchita Martinez fa impazzire il Tennis Modena nel 1989, gli appuntamenti internazionali crescono (Atp a Sassuolo, Wta alla Meridiana) e le sorelle Serra Zanetti, Adriana e Antonella, sono le uniche che possono dire di avere visto da vicino e toccato con mano ciò che è difficile raccontare con immagini e parole. (d.b.)

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