Da Rosselli a Mutina, 47 anni da protagonista
Si sa che la nostra provincia è sempre stata prodiga di squadre di calcio dilettantistiche, nate spesso dall'iniziativa popolare o da persone appassionate che un tempo venivano chiamate sports-man,...
Si sa che la nostra provincia è sempre stata prodiga di squadre di calcio dilettantistiche, nate spesso dall'iniziativa popolare o da persone appassionate che un tempo venivano chiamate sports-man, non c'è paese o meglio gruppo di case che non abbia la propria squadra quando non addirittura una scuola di calcio per i più piccoli, quelli che una volta giocavano nei cortili spesso fino a quando la luce del giorno non era del tutto scomparsa. Oggi è il momento dei campi sintetici a illuminazione notturna e chissà che non passi l'idea di campi diversi dal verde. Una di queste squadre che a suo tempo ha spopolato divenendo famosa ben oltre i confini della provincia (per tacere della regione) è senza alcun dubbio la Rosselli, oggi Rosselli Mutina. La Rosselli è nata ufficialmente nel '68 per l'iniziativa in particolare di Oriondo Martinelli,ex Villa d'Oro, detto Camein (camino) per l'inveterata abitudine al fumo. Del resto erano ancora i tempi in cui ben difficilmente un giocatore si sottraeva ad un soprannome (in dialetto scotmail). Martinelli raccolse attorno a sè altri volontari disposti a collaborare anche economicamente, persone del luogo che furono i primi tifosi della nuova squadra. E così quei bambini che giocavano a calcio là dove svoltava il filobus si trovarono, grazie all'interessamento di queste persone un vero e proprio campo di calcio. Tra questi volontari si distinsero Benedetti Giordano (vero e proprio maestro di calcio) Soli Mario (un fruttivendolo prestato al calcio), Manzini Gino, industriale dell'abbigliamento che interpretava il suo ruolo come l'Olivetti di buona memoria curando più il sociale che il guadagno.
E siamo costretti a scusarci per le tante inevitabili omissioni. Ad essi si aggiunsero più tardi personaggi come Bertesi (allenatore dei piccoli che seguiva durante tutta la carriera) Franchini (già giocatore del Modena e stimatissimo istruttore di calcio) e Zanelli dirigente accompagnatore tuttofare ancor oggi sulla breccia a distanza di oltre quaranta anni. La squadra era già pronta e giocava prima del 68 partite con tanto di divisa sociale (rossonera) ma solo in quell'anno avvenne la sua ufficiale iscrizione ad un campionato regolare UISP. Si cominciò coi piccoli Azzurri (10-14 anni) poi gli allievi, gli Juniores per arrivare a fine anni 70 alla terza categoria. In questo frattempo maturarono giocatori che fecero parlare di sé a livello nazionale e altri (molti altri) che furono l'ossatura delle squadre della provincia per parecchi anni mentre c'era la fila per iscriversi alla scuola calcio della Rosselli perché chi vi giocava era già riconosciuto come un ottimo calciatore. Tra tutti spicca Fiorini estroso e bizzarro che il Bologna si portò via in un mare di polemiche che ancora non si sono sopite. Vengono poi Albinelli giovanissimo difensore dal fisico possente che alla prima uscita col Bologna si permise il lusso di marcare a dovere Bettega della Juve. Convocato poi da Radice allenatore del Toro, per uno di quegli inconvenienti strani del mondo del calcio non colse l'occasione e la sua carriera, pur lunga e brillante, si risolse nelle più importanti squadre della Provincia quali Mirandolese, Carpi ecc. . Viene poi ma non in ordine di importanza Claudio Nannini, dalla carriera ultraventennale partita dalla Rosselli stessa (79-80), ancor oggi riconosciuto come il simbolo della Rosselli medesima. Nannini, ora odontotecnico di chiara fama, per una passione innata verso questo tipo di attività seppe rifiutare allettanti offerte di Brescia Venezia e Lecce per poter portare avanti parallelamente le sue due passioni, calcio e lavoro. Ancor oggi ad un suo invito la vecchia Rosselli (quella dei Foroni Leonetti Beltrami Meletti Sozio Masetti e l'elenco sarebbe incredibilmente lungo) si riunisce per ricordare i vecchi tempi non con pietosa nostalgia ma con vitale allegria. A testimoniare l'importanza di questo personaggio (Nannini) che il maestro Benedetti oggi 82enne si coccola come un pulcino basti dire che le squadre dove ha giocato hanno fatto tutte il salto di categoria al suo arrivo tanta era la carica che trasmetteva ai compagni. Si parla di Mirandola Sassuolo Carpi ecc .
NONSOLOCALCIO
La Rosselli oltre che essere una fucina di campioni e campioncini è stata anche una grande famiglia e una scuola di vita. I ragazzi venivano seguiti anche durante l'estate e anche portati a giocare-allenarsi in luoghi come Folgaria, Cimoncino,la Pietra di Bismantova ecc. Altro campione ben noto ai calciofili modenesi è Bandieri Alessio portiere del Modena e di squadre di serie A come Venezia Napoli Vicenza prima di ritirarsi nelle sue montagne. Ci fermiamo qui senza nulla togliere ai vari Foroni, Canè, Misteriosi e altre decine di più che validi giocatori.Ogni fine d’anno veniva festeggiata con lauti pranzi presso la scuola media del Rione e per l'occasione venivano premiati i giovani che più si erano distinti. Nel 1978 furono i Veterani dello Sport (Associazione benemerita di anziani sportivi operante nel campo dello sport )a commemorare nella persona di Maino Neri il decennale della società mentre un socio benemerito dava in uso alla stessa locali per farne la sede. Nel frattempo la squadra faceva incetta di titoli provinciali e regionali partecipando a campionati Uisp, Csi e Figc. Altra messe di trofei fu quella a spese di tornei (come quello dell'amicizia tuttora organizzato dalla Cdr) mentre ancora manca nella bacheca un trofeo caro agli sportivi modenesi, quello del memorial Giorgio Rognoni. In quegli anni,parliamo dal 68 a metà degli anni 80', Benedetti e Bertesi furono l'anima della squadra ma intanto le cose andavano avanti. Dalla Terza categoria si passò alla Seconda e nel 78-79 per la prima volta con allenatore Franco Sternieri e centravanti l'angelo biondo Chierici si approdò alla Prima che allora si poteva considerare una piccola serie D tanta era la sua importanza.La società era passata da Baranzoni a Luciano Sereni,il presidentissimo che di fatto la guidava da tempo, animato dal fuoco sacro che solo chi ha occupato una posizione come la sua può comprendere appieno. Sereni si impegnò al massimo delle sue forze per fare una grande squadra e inizialmente ottenne validi risultati (la promozione che gli si deve sicuramente e la salvezza il primo anno, sempre il più difficile per le matricole). Addirittura nell'82-83 rischiò una nuova promozione persa per un errore che ancora i vecchi continuano a raccontare. Mentre si stava vincendo una partita col Castelfranco per 5-0 e si era in una più che ottima posizione di classifica Galli fa entrare Solmi ignorando la squalifica del giocatore. La partita dal 6-0 finale diventa 0-2 senza possibili rimedi All'interno della società si ostacolò l'intenzione di Sereni di rinforzare ulteriormente la squadra. Sereni si dimise suscitando grande clamore.L'anno dopo la retrocessione dalla Prima alla Seconda per una serie incredibili di circostanze alle quali ci piace aggiungere le dimissioni di Sereni e infine l'anno immediatamente successivo la squadra precipita in Terza categoria realizzando un suo record: due retrocessioni in due anni Ne occorreranno ben 31 per riuscire a ritornarre in quella Prima così malamente perduta e intanto la squadra si alternava tra Terza e Seconda perdendo quell'alone di grandezza che l'aveva fino ad allora accompagnata. Non c'erano più le file di ragazzini che volevano giocare nella Rosselli. Quattro retrocessioni e tre promozioni sono il curriculum di quegli anni. E' sotto la guida di Soncini che una squadra affiatata composta più da amici che da colleghi ottiene - presidente il fedele Alberici - il passaggio alla Prima categoria.La formazione: De Stefano, Incerti, Sighinolfi, Riccò, Monzani, Luppi, Ansaloni, Chirico, Turci, Tacconi S., Vaccari. Altri titolari: Cacciari, Toso, Chirico, Buttignon, Yeboa, Tacconi A., Gallesi, Fantazzi, Nicoli, Perna, Bertolazzi. L'anno successivo la presidenza passa da Alberici (2008-2014) a Morselli GianLauro, già sponsor della squadra da oltre un decennio (Emiliana Serbatoi), coadiuvato da Massimo Galassini (USCO).Sotto la loro guida e con allenatori Zanasi e Turrini, un direttore sportivo di valore come Bob Fantazzi e una formazione composta da: Oliviero, Toso, Stanzani, Balconati, Monzani, Reggiani L., Martinelli, Turci, Reggiani G., Manno, Montorsi, la squadra ottiene il passaggio in Promozione al primo tentativo rifacendosi così con questa doppia promozione della non dimenticata doppia retrocessione degli anni ottanta. La promozione è senz'altro merito di una squadra assai rinforzata e ben guidata nei rari momenti di impasse. Punta di diamante dell'attacco il gioiellino Matteo Montorsi (score di 19 reti) perno della difesa l'esperto Balconati spesso il migliore in campo e premiato con una targa alla carriera a fine stagione dalla benemerita associazione dei Veterani dello Sport. Oggi la Rosselli, ormai divenuta Rosselli-Mutina, costretta per necessità contingenti a giocare le gare interne nel campo Cremonini di S.Cesario, con un organico ulteriormente rafforzato per il salto di categoria, vede tra i nuovi arrivi Federici, Ligabue, Paradisi, Montorsi Enrico, Sghedoni, Righi, Pataccini, Montorsi Matteo, Guilouzi, Modena, Gualdi, Baroni A., Castropignano. La brillante partenza in coppa (ha passato il turno con avversari come Castelnuovo e Monteombraro) e in campionato (tre vittorie,un pareggio e prima posizione in classifica) è stata più che soddisfacente e i suoi mentori si aspettano un proseguimento denso di soddisfazioni.
Danilo Dugoni
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