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Magnanelli: «Vivo un magic moment»

Magnanelli: «Vivo un magic moment»

«Sono arrivato all’apice della mia carriera dopo aver fatto tanta gavetta. E questo Sassuolo sta crescendo tanto»

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SASSUOLO. Un Francesco Magnanelli a tutto campo, che parte dallo straordinario inizio di stagione del Sassuolo per arrivare al proprio momento personale, semplicemente “il migliore della mia carriera”. Il Puma comincia proprio dal folgorante avvio di campionato della squadra: “Siamo in un momento positivo – spiega –“ stiamo crescendo sotto tanti punti di vista. Ora bisogna essere bravi a dare continuità al lavoro”.

Lassù non per caso

Una classifica così bella non capita per caso: “Il terzo posto del Sassuolo è quello di una realtà che si sta consolidando, che vuole crescere. Sassuolo – argomenta Magnanelli, all’undicesima stagione in neroverde - non ha la storia e il blasone di tante altre squadre ma sicuramente ha la voglia di emergere. Ha una proprietà importante ma dietro tutto questo c’è una programmazione solida e un percorso che parte da lontano. E’ stato un percorso fatto di mille ostacoli e adesso siamo ad un punto in cui la crescita è sotto gli occhi di tutti. Anno dopo anno si ha ancora di più la consapevolezza di quello che si sta facendo. Tanti singoli, a partire dai più giovani, hanno maturato esperienza, e noi con qualche anno in più conosciamo ancor meglio la categoria”.

Ad Empoli partita complicata

La conoscenza della categoria significa anche saper leggere in anticipo le insidie nascoste nella trasferta di domani ad Empoli: “E’ una partita complicata: è una di quelle gare dove inconsciamente, magari, dai qualcosa per scontato e questo non può accadere. Hanno un’assenza importante come quella di Saponara però hanno un collettivo che viene dalle scorse stagioni e che sa cosa significano partite come questo. Sono in un momento di difficoltà e proprio per questo faranno una gara di grande livello sotto ogni punto di vista. Dovremo essere pronti soprattutto mentalmente. Dipende da noi, perché sono convinto che se abbiamo gli atteggiamenti e la forza mentale giusta è una gara alla nostra portata”.

La testa conta più delle gambe

La testa, rimarca ancora il capitano, conta anche più delle gambe: “E’ un match delicato, e lo sappiamo, e in più veniamo dalla settimana col turno infrasettimanale: bisogna portare a casa qualche punto e poi approfittare della sosta per ricaricare le batterie. A livello fisico ci sono periodi più o meno buoni, ed è inevitabile. Quello che fa la differenza è la forza mentale. Saper stare 38 partite concentrati sull’obiettivo, avere stimoli altissimi e la massima attenzione in ogni gara: è questo che fa la differenza, in serie A, tra il buon giocatore e il campione”.

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Questa la lezione del capitano, imparata nel corso di una carriera spesa in tutte le categorie del professionismo: “Non sono arrivato nel grande calcio da subito, ho fatto un percorso più lento rispetto a tanti altri, ma sempre in crescendo. Ho imparato molto, anche dagli errori, e ora mi sento davvero bene: è il momento migliore della mia carriera”.

 

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