Nel bene o nel male, Il Latina è specialista in zona Cesarini
Non è un momento facile per i prossimi avversari del Modena. Il Latina, che sarà di scena domenica prossima al Braglia, è infatti reduce da due sconfitte consecutive. Un trend che però non spaventa...
Non è un momento facile per i prossimi avversari del Modena. Il Latina, che sarà di scena domenica prossima al Braglia, è infatti reduce da due sconfitte consecutive. Un trend che però non spaventa la squadra laziale, anche perché nel suo DNA, come dimostrato nel decennio scorso, ci sono molti anticorpi. Nato nel 1945, il Latina rappresenta una delle città più giovani d’Italia, forse la più giovane in assoluto tra quelle capoluoghi di provincia. La città di Latina infatti è stata fondata per volere di Mussolini nel 1932, dopo che erano state bonificate le paludi dell’Agro Pontino. Il club calcistico fino al 2013 non era mai andato oltre la Serie C, ma soprattutto aveva dovuto superare periodi molto difficili. Nel 2006, dopo la retrocessione dalla Serie C, non era stato ammesso alla D ed era sparito. Rifondato una prima volta nel 2007, era passato per una seconda rifondazione nel 2009 per la fusione di due società di Eccellenza. Successivamente però ha iniziato la scalata dalla Serie D alla B, fino ad arrivare a un passo dalla serie A, sfumata nel 2014 per la sconfitta con il Cesena nella finale playoff. In questo campionato, pur potendo contare su alcuni giocatori di spicco per il torneo cadetto, ha raccolto finora solo 6 punti, frutto di una vittoria, 3 pareggi e 2 sconfitte. Eppure nelle prime quattro giornate aveva viaggiato alla media di un punto e mezzo a gara, una media da playoff: due pareggi esterni, entrambi per 1-1, a Novara e Vercelli, un successo (1-0 su Ascoli) e un pari (1-1 con Trapani) in casa. Poi sono arrivate le sconfitte di Cagliari (2-3) e, nell’ultimo turno, in casa con il Bari (1-2). Elemento ricorrente in quasi tutte le partite del Latina: la Zona-Cesarini. A Novara ha pareggiato al 94’, a Vercelli ha subito il gol del pari al 93’, a Cagliari la terza e decisiva rete degli isolani è stata segnata al minuto 81, e sabato scorso i due gol del Bari sono arrivati ai minuti 84 e 88. Ha rimontato a Novara, con il Trapani, e due volte, ma inutilmente, a Cagliari. Però si è fatta rimontare dalla Pro Vercelli e dal Bari. Sette gol all’attivo e otto al passivo: quelli segnati portano cinque firme diverse, anzi sei, aggiungendo quella dell’ascolano Canini, e il cannoniere della squadra è il difensore Brosco, a quota due.
Claudio Romiti
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