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MOTOGP IN GIAPPONE

Rossi: «Niente paura». Lorenzo: «Sto meglio»

Rossi: «Niente paura». Lorenzo: «Sto meglio»

ROMA. Nel gergo calcistico i protagonisti parlerebbero di «quattro finali». La prima è domenica sul Twin Ring Motegi, tracciato costruito dalla Honda nel 1997 in una località montana 100 chilometri...

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ROMA. Nel gergo calcistico i protagonisti parlerebbero di «quattro finali». La prima è domenica sul Twin Ring Motegi, tracciato costruito dalla Honda nel 1997 in una località montana 100 chilometri a nord di Tokyo, per testare la propria produzione. Dal 1999 ospita il Motomondiale. Lì Valentino Rossi e Jorge Lorenzo si giocheranno un'altra fetta del titolo iridato 2015 della MotoGp. Poi Australia e Malesia, in un trittico asiatico senza pause, prima di tornare in Europa e chiudere l'8 novembre a Valencia. Yamaha contro Yamaha, con quei 14 punti a separare il pesarese dal maiorchino. «Possono sembrare molti, ma in realtà sono pochi» aveva sottolineato Rossi prima di mettere piede in Giappone. Concetto ribadito ieri nella conferenza stampa che ha avuto come ospite d'onore Nicky Hayden, che ha annunciato l'addio alla classe regina. Nel 2016 correrà in Superbike con la Honda del team Ten Kate. «Il giochi del Mondiale sono aperti al 100%. Ci aspettano tre gare di fila e sarà la fase più difficile della stagione - ha pronosticato Rossi - perché gli impegni si concentrano e il tempo per rimediare agli errori è sempre meno. Ma questo non mi spaventa». Lorenzo è arrivato a Motegi preoccupato per l'infortunio alla spalla sinistra (caduta in allenamento): «Temevo un'operazione ma per fortuna quest'ipotesi è stata scartata. Sento ancora un po’ di dolore, non sono ancora al 100% ma lo sarò per la gara».

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