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N’Gapeth: «Combatterò il razzismo senza tregua»

di Francesco Cottafava
N’Gapeth: «Combatterò il razzismo senza tregua»

Il martello della Dhl Modena bersagliato da insulti sulla sua pagina Facebook «Avrei voluto festeggiare la vittoria sulla Serbia, ma c’è sempre chi rovina tutto»

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«Combatterò il razzismo fino al mio ultimo respiro». Esplode di rabbia Earvin N'Gapeth dopo che il suo profilo Facebook, per l'ennesima volta, è stato subissato di insulti razzisti. Il fenomeno francese della Dhl Modena Volley è stato preso di mira mercoledì sera, dopo che con la sua Francia ha superato per 3-1 la Serbia meritandosi l'accesso alla semifinale dell'Europeo. N'Gapeth ha pubblicato le offese ricevute da un persona serba, che aveva già insultato lo schiacciatore qualche mese fa, che gli augura la morte e lo inonda di insulti razzisti. Non un episodio isolato, visto che il fuoriclasse transalpino ha ricevuto tantissimi insulti a sfondo razziale dopo il match, ma ne ha ricevuti anche da parte di suoi connazionali dopo la presunta aggressione al controllare ferroviario di qualche mese fa.

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N'Gapeth, però, ha ricevuto il supporto di moltissimi tifosi e appassionati, che hanno espresso la loro vicinanza al giocatore francese chiedendogli di continuare la sua battaglia, tra i tanti anche Angelo Lorenzetti, il tecnico della Dhl Modena Volley, che ha pubblicato queste parole sul suo profilo Facebook: «Tante cose da dire o da scrivere...ma forse, in qualche caso e/o per certa gente, è meglio andar di fretta. Quindi urlo, qui su FB e davanti a tutti i...colori, caro Earvin Ngapeth, anche oggi, più di ieri e meno di domani, ti voglio bene» Qui di seguito il post integrale tradotto di Earvin N'Gapeth: «Sono stufo! Dopo la nostra vittoria contro la Serbia ecco i messaggi che ho ricevuto, come potete vedere dalle date non sono iniziati oggi. Sono messaggi simili a quelli di un sacco di persone (francesi come me) arrivati dopo la vicenda con l'agente della SNCF, messaggi che ho ovviamente conservato in un luogo sicuro. Io sono meticcio franco-camerunense, fiero di esserlo, non smetterò mai di sudare per la maglia dei 'bleus' con onore e orgoglio. Avrei voluto, dopo la nostra qualificazione, condividere con voi momenti di gioia e felicità ma stasera non posso, è troppo grave e preferisco ricordare a tutti che il razzismo esiste davvero e che io sono uno di questi sportivi meticci franco-africani che lo combatterà fino al mio ultimo respiro».

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