È un Sassuolo da Europa La Lazio perde e s’arrabbia
I neroverdi sono quarti. I biancocelesti contestano il rigore di Cannavaro
REGGIO. Il Sassuolo torna prepotentemente in zona Europa battendo la Lazio e agganciandola al quarto posto. Ritrovata l'umilità, i neroverdi hanno dimostrato che quello di Empoli era stato solo un incidente di percorso. Certamente il dubbio rigore concesso in apertura per un presunto fallo di Lulic su Cannavaro ha condizionato la partita, ma nel complesso il Sassuolo vincendo non ha rubato nulla. Anzi. Prestazione di sostanza quella fornita da Magnanelli e compagni, al cospetto di una Lazio priva di gente del valore di Biglia e Parolo ma pur sempre una signora squadra. Il problema degli uomini di Pioli è la vulnerabilità difensiva in trasferta: con i due presi ieri fanno 12 gol subiti in 4 gare lontando dall’Olimpico, media di 3 a partita. Un po' troppi per chi culla sogni di gloria. Sogni d'Europa che prendono vigore in casa neroverde senza dimenticare che l'obiettivo primario deve rimanere la salvezza. Mai come ora tenere i piedi per terra è importante, considerando le prossime due sfide che vedranno il Sassuolo affrontare Milan e Juve. Due esami di maturità anche se anche ieri i neroverdi hanno confermato la predisposizione ad esaltarsi contro le big, che provano a giocarsela regalando spazi alle frecce neroverdi. Non a caso i problemi maggiori gli uomini di Di Francesco li hanno incontrati contro le “piccole”, o presunte tali, come Bologna, Atalanta, Chievo ed Empoli.
Crescita costante
Lo scorso anno la Lazio vinse al Mapei Stadium per 3-0. Quello era un Sassuolo pieno di assenze e costretto a schierare il 38enne Bianco. Da quel giorno ne è passata di acqua sotto i ponti. Rispetto ad un anno fa il Sassuolo ha 8 punti in più in classifica, è quarto e in piena zona Europa. Il tutto condito - eccezion fatta per Empoli - da ottime prestazioni, a testimonianza di una crescita e maturazione sia nel gioco che negli atteggiamenti.
La "rettifica" porta benefici
In settimana patron Squinzi ha rettificato la sua sparata sul "Sassuolo da scudetto", confessando che si trattava di uno scherzo mal interpretato da giornalisti privi di senso dell'umorismo. Il patron - ben consigliato - ha provveduto a riabbassare l'asticella, parlando di un "Sassuolo attrezzato per un campionato di vertice". D'altronde, dopo la figuraccia di Empoli, non poteva fare altro. E, sarà un caso, ieri il Sassuolo- ritrovata la propria dimensione - ha giocato con lo spirito di chi si deve salvare. Strizzando l'occhiolino all'Europa.
Rigore generoso
Con Defrel fuori causa, Di Francesco lancia Falcinelli. Dietro torna Acerbi, nel mezzo Biondini al posto di Duncan. L'approccio al match dei neroverdi è felice tanto che al 6' Cannavaro guadagna un rigore cadendo - un po’ in ritardo per la verità - dopo un presunto tocco di Lulic. L'arbitro tentenna, decisiva la chiamata del giudice di porta Cervellera che lo convince a concedere il penalty. Sul dischetto va Berardi: Marchetti intuisce il tiro ma non ci arriva, per l'attaccante è il primo gol stagionale. La Lazio reagisce, Milinkovic-Savic prende subito una traversa, il Sassuolo non sta a guardare e punge di rimessa. Nel finale di occasioni biancocelesti con Milinkovic-Savic e Candreva ma Consigli si salva.
Sassuolo da applausi
Ad inizio ripresa Pioli aumenta il peso offensivo della sua Lazio inserendo Keita per Onazi. Ma gli spazi concessi dalla Lazio mandano a nozze i velocisti del Sassuolo che col passare dei minuti iniziano a prendere fiducia. E al quarto d'ora arriva il 2-0: splendida iniziativa di Vrsaljko che crossa, tiro di Sansone respinto da Basta, irrompe Missiroli che insacca e firma il raddoppio. Sulle ali dell'entusiasmo il Sassuolo va immediatamente vicino al tris con la traversa di Falcinelli. Sembra fatta ma nel calcio basta poco per rimettere in discussione una partita. Pioli inserisce Matri per lo spento Klose, i tifosi laziali iniziano a spazientirsi, Felipe Anderson decide di risvegliarsi dal torpore e - da distanza ravvicinata, servito da Keita - riapre il match battendo Consigli con un rigore in movimento. Entrano Defrel e Laribi, il Sassuolo non commette l'errore di chiudersi e ribatte colpo su colpo alle iniziative laziali lottando con cuore e testa. Poi lo stremato Berardi lascia il campo a Terranova e il Sassuolo passa ad un efficace 3-5-2 per arginare il forcing finale dei biancocelesti. Che, nel recupero, incassano anche l’espulsione di Cataldi per doppia ammonizione.
@Star_70_
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