Crespo punta sulla sveglia del riscatto
Il mister: "In attacco ho provato tutti e bisogna che siano una mossa, non facciamo gol neanche da un centimetro"
MODENA. A tre giorni di distanza dalla sconfitta di Livorno, contraddistinta dal solito problema della sterilità offensiva, il Modena torna in campo questa sera per sfidare lo Spezia, la prima tra le corazzate della serie B a presentarsi al “Braglia” e dunque il miglior banco di prova per capire a quale destino vadano incontro i canarini, che tra le mura amiche hanno finora conquistato ben 9 dei 10 punti raccolti in 9 gare. Un esame importante nel quale la squadra gialloblù dovrà fornire ad Hernan Crespo le risposte tanto attese. Quali siano lo ha spiegato proprio il tecnico argentino alla vigilia: «Serve il salto di qualità – le sue parole – e prima lo faremo, prima potremo raccogliere quanto meritiamo. Purtroppo la situazione che si è creata sta stancando un po’ tutti: dover ripetere ogni volta lo stesso ritornello, cioè che siamo una squadra propositiva, che gioca un bel calcio ma che raccoglie poco, diventa quasi fastidioso, eppure rispecchia la situazione attuale. Questi siamo e questi dobbiamo rimanere solo per quanto riguarda il gioco, ma occorre migliorare diversi aspetti che solo fino ad un certo punto sono allenabili: è sotto gli occhi di tutti il fatto che ci manca concretezza, lo spunto per vincere le partite, e per risolverlo serve anche maggiore personalità. Non basta creare e aiutare la squadra, bisogna che tanti miei giocatori diventino decisivi. Per questo sto cambiando così tanto, cercando di dare possibilità a tutti fino a quando non trovo certezze. Quanto vorrei tornare a vedere un Inzaghi, ma anche un Crespo… “Fanno gol da due metri, che fortuna”, sentivo dire spesso, ma chi non ha mai giocato a calcio non sa che per segnare bisogna essere nel posto giusto al momento giusto, crederci sempre, buttarsi in area mille volte. Noi, invece, in questo momento non prendiamo la porta nemmeno da un centimetro, non siamo mai sulle seconde palle in area, non siamo mai lì davanti anche solo per un tap-in. Mi basta vedere la statistica sui calci d’angolo: siamo la squadra che ne ha battuti di più in serie B, almeno una settantina, ma ne abbiamo tratto vantaggio solo una volta, quando Stanco si è procurato il primo rigore contro l’Ascoli. E dire che in allenamento questa situazione di gioco, provata e riprovata, ci riesce quasi sempre bene. Ecco perché sostengo che solo fino ad un certo punto determinate situazioni sono migliorabili in allenamento. Servono più personalità, concretezza e cattiveria: è questa l’unica strada per scendere da un’altalena di risultati che al momento non coincide con le nostre prestazioni, sin qui sempre positive. È un aspetto più mentale che tecnico, ma mi risulta difficile capire come migliorarlo: magari farò fare una partita a scacchi ai miei giocatori…».
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