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Modena: Crespo cambia, ma davanti è sempre buio

Modena: Crespo cambia, ma davanti è sempre buio

Il tecnico argentino ha provato anche il 3-5-2 per svegliare la fase offensiva Solo due gol su azione in 10 gare per le punte, tre arrivano dal centrocampo

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MODENA. Lo aveva detto in estate, nel giorno della sua presentazione: «Non sono legato ad un modulo solo, cerco sempre di trovare la soluzione migliore per gli uomini a mia disposizione».

Hernan Crespo è stato di parola, forse molto più di quanto in cuor suo sperasse, perché è il primo ad essere meravigliato di aver dovuto utilizzare nelle prime 10 giornate ben 4 moduli diversi: il 4-3-3, il 4-4-2, il 4-rombo-2 e il 3-5-2 nell'ultimo match pareggiato con lo Spezia. Meravigliato perché siamo certi che in estate Crespo un'idea di come far giocare questo Modena ce l'avesse ben chiara ed era il 4-3-3, ma si sa sulla carta tutto è aleatorio, solo il campo dà risposte certe. Alcune sono state positive, meno altre. Positivo il centrocampo e in parte la difesa (penalizzata soprattutto sulle incertezze nelle palle inattive), positivo in linea di massima l'atteggiamento della squadra nella maggioranza degli incontri. E allora perché cambiare così tanto in così poche giornate? Due i motivi: gli infortuni di alcuni uomini cardine e l'incapacità degli attaccanti di andare a segno. Due cause che in realtà sono distinte, ma in realtà concatenate l'una all'altra, perché meno qualità in campo significa meno gol, un'equazione che nel calcio difficilmente sbaglia. Ed in effetti le assenze di Pablo Granoche, Simone Bentivoglio, Daniele Galloppa e da pochi giorni di Andrea Mazzarani, quattro colonne del Modena non comprimari, hanno costretto Crespo a lanciarsi in soluzioni alternative per compensare la carenza di qualità venutasi a creare. Oltre ai 4 moduli provati, ci sono dieci formazioni di partenza differenti in altrettante giornate e, non è un caso, che i cambiamenti maggiori riguardino sempre il reparto offensivo, dove tutti hanno avuto almeno un'occasione e l'hanno sprecata, ad eccezione di Stanco, autore non solo di due gol a Brescia, ma soprattutto protagonista di prove gagliarde e indispensabili per l'economia della squadra. «La mia ricerca continua», aveva detto il mister argentino prima della gara con lo Spezia ed in effetti sta continuando, con la speranza che prima o poi qualcuno là davanti risponda presente, senza dimenticare che il ritorno di Granoche si avvicina sempre di più (dovrebbe essere il 7 novembre a Cagliari, anche se sarebbe sbagliato pensare che il Diablo sia la panacea di tutti i mali). Nel frattempo Crespo cerca di sfruttare al meglio l'apporto dei centrocampisti che, su azione, hanno segnato più degli attaccanti: un gol a testa per Belingheri, Olivera e Galloppa contro la doppietta di Stanco (da aggiungere i due di Mazzarani arrivati, però, su rigore). Un trend da invertire in fretta, lo sa Crespo che non smette la ricerca del Sacro Graal gialloblù: il gol degli attaccanti.

 

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