Crespo non infierisce «Ivan deve trovare la forza di rialzarsi»
«Un errore del genere può capitare ma deve insegnare Siamo alle solite: il nostro istinto killer è pari a zero»
COMO. Tra il Modena e la vittoria si è messa di mezzo una “disgrazia calcistica”, copyright Hernan Crespo. Il termine è azzeccato per descrivere l’errore di Provedel che ha privato il Modena di un successo che, malgrado una gestione non ottimale del vantaggio, avrebbe meritato, come sottolinea l’allenatore gialloblù: “Quell’errore va accettato, è una situazione particolare, di quelle che nel calcio si verificano. Bisogna sempre imparare a convivere con gli errori, rialzandosi però ogni volta. Provedel ha grandi potenzialità, tocca a lui l’onere di tirare su la testa, di rialzarsi dopo gli errori, se vuole diventare il portiere che tutti pensano che possa diventare. Cosa gli ho detto? Niente. Lui ha voluto chiedere scusa a tutti nello spogliatoio, ma non era obbligato a farlo”. Al di là della… disgrazia calcistica specifica, secondo Crespo però il Modena nel secondo tempo non ha fatto tutto quello che poteva per tenere il vantaggio: “Noi bene nel primo tempo, anche perché eravamo messi bene in campo e costringevamo i loro centrocampisti centrali a essere sempre in ritardo, tanto che entrambi sono stati ammoniti. Fino al gol in campo c’è stato solo il Modena, poi, paradossalmente la nostra rete ha rafforzato il Como, che ha cambiato modulo e ha messo la gara sul piano fisico, fatto di lotta, di colpi di testa, di seconde palle sulle quali arrivavano prima loro. Noi ci siamo fatti trascinare in questo gioco, senza più riuscire a riprendere il nostro, fatto di palleggio. Insomma, dobbiamo migliorare molto nella gestione del vantaggio”. Il Modena torna da Como con alcune certezze, nel bene ma anche nel male, come riconosce Crespo: “A parte gli errori dei singoli o di gestione delle diverse fasi della partita, il modulo ha dato buone risposte anche in questa gara. Per gran parte, come detto, l’abbiamo fatta noi anche a Como, ma ancora una volta non abbiamo realizzato le palle gol create. Ogni partita sbagliamo da due a tre palle gol, purtroppo è una costante. Il cosiddetto istinto killer proprio non lo possediamo. Come fare? Continuiamo a lavorare, sperando che nella giostra delle palle gol arrivi anche chi le concretizza. Puoi anche interpretare bene un modulo tattico, sia nella fase difensiva che in quella offensiva, ma poi sono i giocatori che determinano le situazioni e decidono le gare”.
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