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Il Carpi non sa vincere e rimane in maglia nera

di Fabio Garagnani
Il Carpi non sa vincere e rimane in maglia nera

Rafael ferma Lasagna e Matos a inizio ripresa in un match da dimenticare

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MODENA. In pieno clima di Halloween, i peggiori incubi del Carpi prendono le vesti del portiere scaligero Rafael. E' lui a confezionare lo "scherzetto" ai biancorossi e a infilarci dentro almeno un paio di interventi miracolosi, sufficienti per impedire al Carpi di conquistare la vittoria. Tre punti che i ragazzi di Sannino avrebbero meritato proprio in virtù di quelle due occasioni, le uniche veramente limpide di una partita noiosissima per un tempo intero, appena più movimentata nel secondo. In avvio ci sono tante assenze su un fronte e sull'altro e parecchie novità in casa Carpi, a partire tra i pali, dove torna titolare Benussi. A centrocampo, Sannino preferisce Lazzari e Bianco a Lollo e Cofie. In attacco gioca Lasagna al centro. In casa Verona, mister Mandorlini può contare sui recuperi di Pazzini e Hallfredsson. Solo panchina per Jankovic e Siligardi, a cui il tecnico preferisce Gomez. I padroni di casa partono forte: aggrediscono a centrocampo togliendo fiato a Greco con i movimenti degli interni, e riescono a manovrare con relativa libertà a sinistra, dove Pisano e Sala non riescono ad arginare le scorribande di Di Gaudio e Gabriel Silva. Da lì vengono tutti i pericoli portati alla porta di Rafael. Prima con una botta dal limite alta di Di Gaudio al termine di uno scambio con Lasagna, poi con una stecca di Matos che non riesce ad impattare sul cross di Gabriel Silva. Poche idee in questo avvio per gli ospiti, pericolosi solo su un fendente in area di Sala sul quale Spolli tenta l'intervento in scivolata ingannando Benussi, che manca la palla prima che lo stesso Spolli riesca a rinviare. Col passare dei minuti il Carpi abbassa leggermente i ritmi, e il Verona aumenta la percentuali di possesso. I pericoli dalle parti di Benussi continuano però a latitare. Ci prova Pazzini tagliando l'area sull'imbeccata di Suprayen, Romagnoli devia in corner, poi Gomez al termine di una bella azione avviata da una sventagliata di Greco, tiro fiacco che Benussi mette in angolo sul primo palo. Dopo un destro di Pazzini abbondantemente alto, il Carpi si fa rivedere nell'area scaligera con Di Gaudio che raccoglie in area una respinta di Suprayen ma non riesce ad imprimere potenza. Rimane una fiammata, perché ora il centrocampo biancorosso fatica a rubar palla agli avversari, ancora pericolosi sul finire del tempo col cross dalla trequarti di Hallfredson, Pazzini anticipa Romagnoli di testa ma mette la palla a lato di un metro e sul destro di Sala che mette i brividi a Benussi ma taglia l'area piccola senza che nessuno intervenga. Al rientro dagli spogliatoi il Carpi appare più deciso degli avversari. Mister Sannino inverte sulle ali Di Gaudio e Matos, e proprio quest'ultimo va poco distante dal bersaglio con una conclusione dal limite. Il giro palla del Verona ora è più lento, e si sviluppa prevalentemente per vie orizzontale. Il Carpi invece cerca la verticalizzazione mettendo in difficoltà la retroguardia avversaria, salvata tre volte dal suo portiere. La prima già all'8' quando Lasagna, imbeccato da Matos, supera in velocità Moras e conclude sulle gambe di Rafael, uscito con ottimo tempismo. La sfida tra i due si ripete dopo una manciata di minuti, grazie ad un doppio erroraccio di Marquez: prima sbaglia il rinvio, poi scivola lasciando campo libero a Lasagna ma il riflesso del portiere scaligeroè strepitoso e a tu per tu mette in angolo. Nell'occasione, Marquez si infortuna costringendo Mandorlini al cambio. Sul corner successivo, Matos colpisce di testa a colpo sicuro da pochi passi, ma è ancora Rafael a volare e a toglierla dall'angolino. Sembra davvero una maledizione. Tantopiù che Sannino è costretto al 12' all'ennesimo cambio per infortunio di questa sua stagione, fuori Spolli e dentro Bubnjic che si piazza sul centrodestra, con Romagnoli dirottato sul centrosinistra. Dopo un intervento provvidenziale di Gabriel Silva ad anticipare Sala sulla linea, il Carpi protesta con veemenza per un sospetto fallo di mano di Pisano che salta con le braccia aperte per intervenire sul colpo di testa di Wilczek, e poi per un pestone dello stesso Pisano su Matos a terra. L'arbitro lascia proseguire. L'ultimo sussulto è a pochi istanti dalla fine, quando la difesa scaligera si addormenta su un lungo lancio di Marrone, Wilczek ci arriva ma ancora Rafael blocca.

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