Maratona, Lorenzo Villa primo modenese a New York
Grande risultato per il portacolori della Madonna di Sotto che ha chiuso la gara in 2h44’18”: «Atmosfera da brividi»
NEW YORK. “If I can make it here, I can make it anywhere”, “se posso farcela qui, posso farcela ovunque”.
Così cantavano Frank Sinatra e Liza Minnelli. Così ribadisce Alicia Keys in Empire State of Mind, dedicata alla sua città. C'era anche la cantante newyorchese, ieri all'esordio, a correre la regina delle maratone e chissà quante volte le saranno risuonate in mente quelle note, lungo i fatidici 42 chilometri e 195 metri che conducono da Staten Island a Central Park. “These streets will make you feel brand new”, “queste strade ti faranno sentire nuovo di zecca”.
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Cinquantamila runners da ogni parte del globo ne erano convinti ieri, facendo vacillare il Ponte da Verrazzano, in decine di waves, le ondate di partenza, che anche quest'anno hanno sospinto i protagonisti attraverso i cinque boroughs, i distretti newyorchesi. Dominio keniano, come da copione. Stanley Biwott si aggiudica la 45esima edizione della maratona in 2h10'48", stroncando sul finale il connazionale Geoffery Kamworor, dopo lo strappo al 35° che mette fuori causa il favorito della vigilia Wilson Kipsang, quarto alle spalle di Lelisa Desisa.
Fra le donne, bissa il successo di un anno fa la keniana Mary Keitany, in 2h24'25", davanti al duo etiope Mergia e Tufa. Tantissimi gli italiani anche quest'anno in gara, poco meno di duemila al via. Sugli scudi, la campionessa nazionale in carica sui 10 km su strada di Trecastagni, Anna Incerti ed il tricolore sulla 21 km di Telese Terme, Andrea Lalli. Chiude nella top ten la palermitana già oro in maratona nel 2010, nona assoluta in 2h33'13", mentre in campo maschile è undicesimo in 2h17'12" il molisano allenato da Stefano Baldini, anch'egli protagonista ieri da 2h48'09".
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Ben rappresentati anche i colori modenesi a New York, con Lorenzo Villa a guidare la carica dei nostri. Il bagnolese portacolori della sassolese MDS firma un 2h44'18" che lo pone fra le migliori prestazioni modenesi di sempre sotto la Statua della Libertà, dopo l'exploit da 2h27'05" di Antonio Santi, primo azzurro assoluto nel 2011. «Mi sentivo bene, la giornata era climaticamente perfetta ed ho provato a centrare l'obiettivo di 2h35' che mi ero prefissato - racconta a caldo l'atleta di punta della Madonna di Sotto - purtroppo la schiena ha iniziato a scricchiolare poco dopo la metà gara e le gambe hanno patito i saliscendi nel finale. Fosse stata un'altra maratona probabilmente mi sarei fermato, ma a New York non è possibile». Villa, personale da 2h29'40" firmato a Firenze nel 2009, è transitato al 10° in 35'05", alla mezza in 1h15'44" per poi rallentare il ritmo al 25° e passare al 30° in 1h50'48", prologo alle 2h44'18" finali.
«Ero al mio esordio ufficiale a New York - l'emozione di Villa, accreditato con il 2h34'30" che gli è valso la 19esima piazza assoluta a Reggio Emilia un anno fa - devo ammettere che questa gara è veramente uno spettacolo. Il percorso non è meglio di tante altre maratone, ma il pubblico fa veramente venire i brividi. Sono partito forte, poi al 25esimo ho capito che non era la giornata perfetta, così ho stretto i denti fino al traguardo, dove finalmente mi sono detto che era davvero fatta!».
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