Luppi a Crespo: da “bomber” a bomber
«Nelle prime gare ho giocato bene, mi è mancato solo il gol. Merito più fiducia, senza continuità è difficile stare sul pezzo»
«A Modena, purtroppo, per un motivo o per l'altro ho ricevuto meno fiducia di quella che mi sarei aspettato o di quella che vorrei. Tutti vorrebbero giocare molto di più, ho bisogno di continuità per dimostrare quello che valgo. Credo che nelle prime giornate di campionato, soprattutto quando ho avuto modo di esprimermi e tralasciando le conclusioni verso la porta avversaria, le prestazioni siano sempre state positive, al di là dei gol segnati. Non è facile stare fuori, partire dalla panchina entrare a gara in corso o non entrare proprio; è difficile stare sul pezzo quando non si gioca e io sono stato fuori 5 partite. Però l'importante è che la squadra riesca a vincere e portare a casa dei punti perché poi tutto viene più facile».
Questo lo sfogo con cui Davide Luppi chiude l'abituale conferenza di inizio settimana in casa Modena. Un attacco nemmeno tanto velato a chi lo ha bocciato (leggasi Hernan Crespo) dopo un inizio di stagione in cui era stato scelto titolare dal tecnico argentino nelle prime due uscite stagionali contro Vicenza ed Avellino, per poi finire in panchina probabilmente per gli errori sottoporta commessi al Partenio. Da lì due ingressi a gara in corso (a Cesena e a Livorno entrambi nel primo tempo per rilevare gli infortunati Granoche e Mazzarani) e poi scampoli di partita contro Spezia e Como. Ora Luppi senza mezzi termini lancia un appello, anche perché l'attuale modulo, il 3-5-2, sposa in pieno le sue qualità: «Il 4-3-3, schieramento con cui si era partiti all'inizio della stagione, è un modulo in cui credo di aver fatto veramente bene e di aver dimostrato ciò che valgo. Nel nuovo modulo posso giocare tranquillamente da seconda punta, perché mi permette di andarmi a cercare gli spazi sugli esterni e quindi si addice alla grande alle mie caratteristiche». Luppi analizza poi il momento del Modena: «Dobbiamo lavorare su noi stessi, cercando di evitare le piccole disattenzioni che commettiamo. Dobbiamo regalare il meno possibile, perché questo è stato il nostro problema finora: abbiamo concesso poco, ma ogni volta abbiamo sempre pagato. Davanti, invece, costruiamo occasioni con facilità, dobbiamo solo fare il mea culpa e cercare di migliorare sottoporta; l'anno scorso si faceva un tiro a partita, quest'anno invece si crea molto di più ed abbiamo un atteggiamento totalmente diverso». Poi un passo indietro alla sconfitta di Como e alla papera di Provedel: «Nel calcio sono più gli errori delle cose giuste, quello di Ivan è stato grossolano: questo, purtroppo è il ruolo del portiere, ogni errore si paga carissimo. Negli spogliatoi c'è stata grande solidarietà nei suoi confronti. Ora andiamo a Cagliari consapevoli di dover fare punti e non possiamo guardare in faccia nessuno: sia che si chiami Cagliari o Como».
Giovanni Balugani
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