Bruno: «Questo trofeo manca da troppo tempo»
Piano: «Se penso che la guardavo in tv...». Lorenzetti: «Speriamo che sia un viaggio bello e lungo»
MODENA. Anche per uno dei giocatori più forti al mondo l'esordio personale in Champions League, la competizione per club più prestigiosa al mondo, sarò una grande emozione. Bruno Mossa de Rezende aveva questo obiettivo da qualche anno oramai, ovvero dalla sua prima apparizione in Europa con la maglia gialloblù. Un sogno che ha realizzato proprio la scorsa stagione, quando ha trascinato Modena al secondo posto della regular season del campionato che ha regalato ai canarini il pass per la partecipazione in Champions League, competizione da sempre apprezzata dal palleggiatore brasiliano.
«Siamo partiti forte in questa stagione, con la vittoria in Supercoppa e nelle prime due gare del campionato - ha raccontato Bruninho - ci siamo imposti di fare bene in tutte le competizioni, Coppa Italia, Scudetto e Champions League. La Champions League è un trofeo che manca da tanto tempo dalla nostra bacheca. Tutte queste competizioni sono molto complicate, e la nostra fantasia nel gioco ci permette di uscire dalle situazioni più complicate».
Un altro giocatore della Dhl emozionatissimo per l'esordio in Champions League è Matteo Piano, che è pronto ad affrontare i migliori attaccanti del panorama internazionale.
«Giocare in questa manifestazione è una grande emozione, di solito la Champions League la guardavo comodamente in televisione seduto sul divano. E' un piacere rappresentare l'Italia in Europa, un' Italia che deve ritornare protagonista. I nostri avversari hanno commesso qualche passo falso in campionato, ma sappiamo che in coppa daranno il 110%. Lorenzetti con noi è stato chiaro, dovremo tenere alta la nostra attenzione e mettere in campo tutto quello che abbiamo».
Infine ha parlato anche il tecnico gialloblù, Angelo Lorenzetti, che ha ricordato la sfortunata finale del 2002/2003, persa contro il Belgorod.
«Arrivammo in finale ma perdemmo 3-0 in un grandissimo palazzetto, quello di Milano. Quando si perde è sempre una cosa brutta, ma essere in finale è qualcosa di speciale perché completi un percorso lungo e complicato. Un percorso che iniziamo oggi con questa squadra, speriamo sia un viaggio bello e molto lungo. Sulla carta può essere che ci siano due squadre più forti delle altre, noi ed il Gdansk, però ricordiamoci che noi siamo nuovi in questa manifestazione, dobbiamo fare al meglio le cose che sappiamo fare ed essere umili e curiosi».
Lorenzetti conclude con la situazione fisica degli schiacciatori.
«Potrebbero stare meglio, ma potrebbero anche stare peggio. Il lavoro dello staff è come sempre molto buono, tra le fortune di questo periodo c'è il fatto che non ci stiamo allenando tanto: questo ha un lato negativo, che è quello di non poter preparare alcune cose, ma in questo momento ha anche un risvolto positivo che è quello di far rifiatare i ragazzi. Spero che al più presto Nikic e Petric possano tornare al 100% della forma atletica».
Francesco Cottafava
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