Le 14 regole per essere un buon allenatore
Ecco alcuni validi consigli per i mister che lavorano nei settori giovanili della città e della provincia
MODENA. Se esistesse una Bibbia cui fare riferimento per diventare grandi allenatori, allora chiunque potrebbe seguirla pedissequamente e lanciarsi in una professione che solo apparentemente è semplice. Tale Bibbia non esiste, né per diventare fenomeni nell'allenare gli adulti, né tantomeno per avviare al calcio i ragazzi o i bambini. Ciò non toglie che lo studio, abbinato alla passione, è la miglior arma a disposizione di chi vuole insegnare calcio agli allievi in età scolare. La Figc viene incontro agli allenatori con alcune pubblicazioni reperibili online, tra queste vi è quella a firma dell'ex presidente del Settore Giovanile e Scolastico Massimo Giacomini intitolata “Guida tecnica per le scuole calcio” in cui vengono indicati suggerimenti di carattere tecnico e deontologico. Molto interessante il vademecum per il comportamento dell'allenatore, soprattutto per quanto concerne l'approccio psicologico al gruppo e al singolo allievo, racchiuso in 14 semplici regole:
1.Educare all’impegno, al rispetto reciproco e alla collaborazione
2. Non favorire alcun allievo in particolare, essere coerenti alle regole date e mantenere le promesse fatte
3. Incoraggiare e motivare, non rimproverare
4.Non esaltarsi nelle vittorie, non abbattersi nelle sconfitte.
5. Trasmettere entusiasmo, gioia, fiducia e ottimismo.
6. Rispettare il desiderio di divertimento dei ragazzi.
7. Offrire problemi da risolvere e non soluzioni da ricordare.
8. Perseguire un obiettivo alla volta, ricordando che troppi stimoli significano confusione.
9. Condensare in poche frasi significative quanto si vuole trasmettere.
10. Programmare l’attività da svolgere coerentemente alle fasce d’età.
11. Fare attenzione sia alla crescita dell’individuo che della squadra.
12. Infondere lo spirito di squadra, stimolare la generosità verso i compagni.
13. Impegnarsi al massimo nel limitare l’abbandono dei ragazzi nel corso della stagione.
14. Far giocare, nelle attività agonistiche e di confronto, tutti gli allievi.
Gicomini, inoltre, indica quali siano i requisiti intrinsechi necessari per un tecnico di giovani calciatori, caratteristiche che possono essere solamente migliorate nel corso del tempo: “la passione per il calcio e i giovani in particolare, la capacità di relazionarsi, una personalità equilibrata ed una sufficiente autostima”. Vi è poi una serie di qualità che si possono apprendere con lo studio: “le competenze tecnico-dimostrative, l'organizzazione didattica, la comunicazione, le conoscenze pedagogiche e dei fattori tecnici, tattici e fisico-motori”. Passione e studio, due armi indispensabili per chi vuole essere un allenatore di giovani calciatori, ricordando la regola forse più importante che non solo Giacomini, ma che tutti i grandi allenatori ricordano quando si parla di settori giovanili: “L'allievo deve essere considerato il soggetto e non l'oggetto delle attenzioni e del lavoro del dell'allenatore”.
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