Young Boys, sconfitta nel nome del fair play
L'episodio risale ormai a più di due settimane fa, ma in casa Young Boys, la maniera in cui il San Lazzaro è riuscito ad imporsi per 3-2 nello scontro diretto, non è ancora andata giù. Il tempo, si...
L'episodio risale ormai a più di due settimane fa, ma in casa Young Boys, la maniera in cui il San Lazzaro è riuscito ad imporsi per 3-2 nello scontro diretto, non è ancora andata giù. Il tempo, si dice, guarisce le ferite, ma la cicatrice lasciata dal gesto decisamente poco signorile della capolista, brucia ancora all'interno dello spogliatoio dello Young Boys.
I fatti. Ultimi minuti di una sfida spettacolare. Dopo un buon avvio del San Lazzaro, a segno con Ndayizeze, i padroni di casa erano riusciti a ribaltare le sorti dell'incontro grazie alle marcature di Mora e Malagoli. Due gol che avevano illuso lo Young Boys del clamoroso successo contro la corrazzata San Lazzaro. Un sogno infrantosi nei minuti finali. Prima per il pareggio di Zambellini ed in seguito per effetto della rete di Niyongabo. È proprio la rete del numero dieci a raccontarci una pagina di sport decisamente triste. Sul punteggio di 2-2 il pallone è in possesso della formazione di casa. Un infortunio ad un giocatore del San Lazzaro, costringe il direttore di gara ad interrompere il gioco. Al momento di riprendere la contesa, tutti si attenderebbero che gli ospiti restituissero il pallone ai ragazzi di Lugari. Così non sarà. Alla faccia di tutte le consuetudini di fair play e del minimo senso di sportività: ecco la rapida verticalizzazione e la rete di Niyongabo, nell'incredulità del pubblico di casa. Una ragazzata, un peccato dettato dalla voglia di vincere si potrebbe pensare, tanto il tempo di rimediare c'è. Invece nessuno fra gli adulti in panchina, o sugli spalti, intima agli undici del San Lazzaro di lasciar pareggiare i conti allo Young Boys, al fine di gratificare il generale senso di giustizia. Niente da fare. L'incontro termina con lo stucchevole spettacolo dei festeggiamenti ospiti. Fa strano soprattutto, veder esultare genitori e allenatori. A volte vincere non basta, bisogna saperlo fare.
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