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Patron Bonacini: «È l’ultima novità, ora la salvezza»

Patron Bonacini: «È l’ultima novità, ora la salvezza»

«Abbiamo fatto più conferenze stampa di presentazione che punti. Speriamo che questa sia l’ultima…»: se la ride patron Stefano Bonacini. «A parte gli scherzi – e qui discorso si fa serio – quello di...

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«Abbiamo fatto più conferenze stampa di presentazione che punti. Speriamo che questa sia l’ultima…»: se la ride patron Stefano Bonacini. «A parte gli scherzi – e qui discorso si fa serio – quello di oggi per noi è un nuovo inizio. Abbiamo messo il punto e, ora, siamo andati a capo». La “controrivoluzione”, dunque, si è completata: via Sannino e Sogliano, ritorno di Castori e approdo in cabina di regia di Romairone. «Con Giancarlo ci conosciamo da un po’ di tempo e in estate avevamo avuto alcuni incontri. Per sostituire Giuntoli c’erano tre profili in corsa, tra questi anche il suo e ovviamente quello di Sogliano. Entrambi mi avevano colpito in modo positivo perché rappresentano le caratteristiche di dirigente che cercavo e cerco, ma solo uno ne potevo scegliere». Si entra nel dettaglio del ribaltone: «Negli ultimi anni quando mi sono accorto che qualcosa non andava l’ho cambiato. Così è stato anche in questa circostanza. Ripartiamo con un assetto “vecchio-nuovo”. Nuovo per la presenza di Romairone, vecchio perché al suo fianco ci saranno alcune figure che da diverse stagioni sono con noi qui al Carpi. Come, per esempio, quella di Matteo Scala. Il suo ruolo sarà fondamentale per permettere al neo-diesse di entrare il più velocemente possibile nel nostro progetto. Questo, staff tecnico compreso, è il nostro gruppo di lavoro e resterà tale sino al termine del campionato. La società, io in primis, cercherà inoltre di stare ancora più vicina alla squadra, tutto nel rispetto dei propri ruoli e delle proprie competenze». La corsa alla salvezza è dunque rilanciata ufficialmente, un’impresa che non sarà certo delle più semplici: «Vero, ci sarà da lottare parecchio. Sono comunque convinto che ci sono tutte le possibilità per giocarsela. Insomma, noi ci crediamo: possiamo restare in serie A». L’arma in più, dunque, sembra proprio essere il già ampiamente citato ritorno al passato, fuori e dentro al campo: «Qui non si tratta di passato, presente o futuro. Il nostro e quello dei ragazzi deve essere “solo” lavoro quotidiano». (e.b.)

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