Gazzetta di Modena

Sport

Romairone si presenta: «A Carpi in punta di piedi»

di Enrico Ballotti
Romairone si presenta: «A Carpi in punta di piedi»

Il nuovo diesse biancorosso: «Mi ha onorato la chiamata di Bonacini Il mercato? Presto per parlarne, prima dobbiamo valutare la rosa attuale»

3 MINUTI DI LETTURA





E venne il giorno di Giancarlo Romairone. Con qualche mese di ritardo, il direttore sportivo ex Pro Vercelli e Spezia è approdato alla corte di Bonacini. Lo stesso Bonacini che, proprio nell’estate scorsa, lo aveva già cercato salvo poi percorre strade differenti e soprattutto fare scelte differenti (nella fattispecie Sogliano). Altri tempi, altre epoche che sono sì recenti, ma che ormai sono già state riposte nel dimenticatoio. Ora inizia una nuova era in casa Carpi, quella che porta la firma di un giovane diesse nato a Genova e partito professionalmente da lontano: «Partito da lontano – le parole di Romairone – proprio come questa società. Anche io ho cominciato dai Dilettanti e ho ottenuto sul campo le promozione fino a raggiungere la serie B. Poi, a La Spezia, ho mancato il grande salto in A per un soffio. L’opportunità, però, è comunque arrivata grazie al Carpi che ha deciso di puntare su di me. Per questo ci tengo a ringraziare la proprietà, spero che le mie esperienze possano servire al club». Il nuovo mandato è appena iniziato e già si parla di “rivoluzioni”, magari a partire dal mercato di riparazione: «Non scherziamo. Intanto devo dire che sono arrivato da poco e dunque da poco ho preso visione delle cose. Ci saranno molti aspetti da valutare, ci sono tante partite e dunque c’è ancora tempo. Per me sarà fondamentale capire quali sono i valori di questa squadra che, magari, possono essere proprio la base di partenza per il futuro». Come Romairone si muoverà è presto detto: «Cercherò di entrare in questo progetto in punta di piedi e, come dicevo, portando in dote quello che ho imparato negli anni da calciatore e da dirigente. Non sarò comunque solo perché arrivo in una società organizzata e affiatata, questo credo che sia fondamentale». E tra le facce amiche ci sarà anche quella di Fabrizio Castori. Il diesse e il tecnico si ritrovano insieme dopo che, nella stagione 2000-2001, confezionarono la promozione del Lanciano in serie C1: «In questi anni siamo sempre rimasti in contatto. D’altra parte quando riesci a portare a termine certe impresa, e quella lo fu davvero, si istaurano legami forti. E con Castori è stato proprio così. Lo ritrovo uguale, anzi migliorato ma con la stessa voglia di lavorare e lottare sul campo». E la squadra? «C’è stato poco tempo per conoscersi, mi sono presentato e nulla di più. Sinceramente non credo molto nei proclami e nei paroloni. Preferisco far parlare i fatti, preferisco che sia il campo a dare giudizi. Resto comunque un direttore sportivo che per diciotto anni è stato calciatore, per questo credo di sapere cosa pensano i ragazzi. E così mi vedrete spesso al campo, mi piace vivere la quotidianità del gruppo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google