Defrel vuole tornare protagonista «Qui sto crescendo»
Il francese del Sassuolo 2 volte titolare nelle ultime 5 partite «È difficile fare la prima punta ma coi consigli del mister...»
Ha vissuto il dramma di Parigi con un coinvolgimento emotivo ancora più forte, piangendo le vittime degli attentati terroristici e stringendosi accanto ai suoi concittadini sui social network, con l’immagine della Tour Eiffel e quella scritta #jesuisParis ormai diventata simbolo mondiale della solidarietà di fronte all’ennesima tragedia frutto della follia umana. Impossibile che non fosse così, perché Grégoire Defrel nella periferia della capitale francese è nato e cresciuto, giocando a calcio nella squadra di Châtillon, un comune di 33mila abitanti a Sud Ovest di Parigi, fino a poco più di 5 anni fa. E mai avrebbe pensato di andarsene, tanto era legato a famiglia ed amici, così come mai avrebbe pensato di diventare un calciatore professionista, se nel 2009 i suoi genitori non avessero insistito perché cogliesse l’opportunità di effettuare un provino di 3 giorni con il Parma – seppure lui non ne avesse voglia – grazie a Francesco Palmieri, allora responsabile del vivaio del club ducale ed oggi a Sassuolo con le stesse mansioni. Defrel è la grande scommessa di mister Di Francesco, che in estate ha deciso di affidarsi a lui per rimpiazzare Zaza, ha segnato due gol nei pareggi con Roma e Chievo ma nelle ultime 5 giornate è partito dalla panchina per 3 volte. Domenica, nella sfida di Marassi con il Genoa, la maglia da titolare potrebbe tornare sulle spalle, così l’attaccante francese 24enne avrà una nuova occasione per provare a trascinare il Sassuolo alla vittoria, cosa che finora non gli è riuscita. In una lunga intervista concessa a Goal.com, realizzata prima dei tragici eventi di Parigi, Defrel ha parlato dei suoi primi mesi trascorsi a Sassuolo: «A Sassuolo gioco in un ruolo diverso rispetto a Cesena e per me cambia tanto. Però sono contento, perché così ho nuovi movimenti da imparare. Il bello è che in questa squadra c’è un’idea di gioco, Di Francesco mi spiega bene ciò che vuole, io cerco di imparare e mi impegno per riproporre in campo i suoi consigli. Per un giocatore come me, che non ha la stessa formazione di tanti altri a livello tattico, questo è un completamento: sto imparando tante cose nuove. Il mister vuole che spacchi le difese e che mi muova parecchio, senza preoccuparmi troppo della fase difensiva. La mia qualità migliore è la velocità, che mi aiuta a sfruttare bene gli spazi, ma sbaglio ancora alcuni movimenti tipici di una prima punta. Poi, come si è visto nel derby con il Carpi, posso migliorare nel colpo di testa, d’altronde in carriera non ho mai segnato così! Sassuolo è una piccola cittadina, con un numero di tifosi limitato, ma anche per questo ho scelto questa piazza: sono un tipo tranquillo, qui mi trovo benissimo. C’è però grande entusiasmo tra i tifosi, la gente ti ferma per strada per complimentarsi: sognare l’Europa League non è peccato».
Marco Costanzini
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