Ngapeth ringrazia tutti
Catia Pedrini: «L’esclusione di Earvin non è stato un provvedimento punitivo»
MODENA. La serata di Earvin Ngapeth inizia come tutte le altre. Il PalaPanini sceglie la via dell’indifferenza. Niente cori particolari, niente striscioni, nemmeno all’ingresso in campo. Antoine lo chiama senza troppe celebrazioni, solita “spallata volante” a Bruno, un sorriso, il saluto agli avversari. Poi si comincia. Ngapeth sembra fin qui sereno, ma l’inizio di gara comporta qualche difficoltà. Forse la ruggine della non troppo prolungata assenza dal campo, forse un po’ di comprensibile tensione gli fanno mettere a referto nei primi minuti un paio di invasioni, una ricezione sbagliata finita sul nastro e un paio di murate ricevute. Bruno si affida soprattutto a Lucas, che picchia come un fabbro (chiuderà con un 9 su 9, 100%). Ma Ngapeth non è certo un giocatore e un personaggio che accetta di passare inosservato in una serata con tutti gli occhi addosso. E così sull’11-10 la miccia si accende con un servizio vincente, seguito da una difesa sui 9 metri e contrattacco a terra con muro a 3. Il boato del PalaPanini sembra il collante definitivo su un rapporto in realtà forse mai incrinato. Ngapeth ci mette un altro ace e mezzo, fino al 15-10.
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Il pubblico lo applaude alla fine del suo turno di battuta, e dalla curva torna a uscire sempre più convinto il coro “quanto è forte Ngapeth”. Dopo essersi scrollato di dosso l’impaccio iniziale, il francese nel secondo set si prende la scena. Bruno capisce che quella con Danzica è la porta di uscita perfetta dal breve purgatorio cui è stato condannato il francese, e come Virgilio lo conduce verso la definitiva redenzione col PalaPanini a forza di palloni serviti. Alla fine del secondo parziale saranno 16, 30 alla fine del match. Ngapeth alla fine chiude da top scorer con 18 punti, e nel terzo set, con Danzica ormai già con un piede sull’aereo di ritorno, mette a terra bordate che scaricano sul parquet forse un po’ del peso degli ultimi giorni.
L’ultima scena è davanti ai giornalisti, abbracciato alla presidentessa Catia Pedrini: «Tornare è stata davvero una grande emozione – commenta Ngapeth -, la pallavolo è la mia vita e stare lontano dal campo per tre partite è stato davvero difficile. Bruno mi ha tenuto molto caldo, facendomi giocare tanto. Devo ringraziare la società, lo staff e tutti i compagni per essermi stati tutti molto vicini in questo momento, sono stati molto importanti».
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La Presidentessa Catia Pedrini mette il sigillo definitivo sulla questione: «Voglio precisare che l’esclusione di Earvin non è stato un provvedimento punitivo, ma è stata come una sorta di “camera iperbarica” in cui rimanere un po’ distaccato e cercare di ritrovare la giusta direzione».
14 giorni dopo il fattaccio, 11 giorni dopo averlo “confessato”, dopo 3 partite di sospensione e al ritorno della Champions al PalaPanini 12 anni dopo, Ngapeth è tornato, e alla fine ha fatto 18. Questi i numeri della sua serata. Con la speranza che i “numeri” di cui far parlare di sé siano d’ora in poi solo quelli del suo fantastico repertorio tecnico e quelli messi a referto.
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