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Il Modena ha un sogno nella valigia

Il Modena ha un sogno nella valigia

Hernan Crespo: «Potremo cambiare passo e trovare continuità solo quando riusciremo a sbloccarci fuori casa»

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MODENA. Alla disperata ricerca della continuità, per provare a fare quel salto di qualità che Hernan Crespo tanto attende dall’inizio della stagione. Dopo il successo casalingo ai danni della Pro Vercelli, il quarto in stagione ancora una volta arrivato tra le mura amiche del Braglia, nell’insidiosa trasferta di Trapani il Modena va alla ricerca del suo primo colpo da tre punti lontano da casa, un elemento imprescindibile se si vuole cambiare passo e allontanarsi dalle sabbie mobili della parte bassa della classifica. La zona playout è ancora troppo vicina, appena un punto più in basso rispetto ai 15 sin qui messi assieme dai canarini, ed è logico capire che per trovare maggiore serenità occorra sbloccarsi in trasferta. Crespo sarebbe il primo a voler alzare le braccia al cielo anche lontano dal Braglia, come sottolineato nel corso della consueta conferenza stampa della vigilia: «A Trapani faremo di tutto per raccogliere quello che ci è sfuggito fino ad ora, cioè il risultato, perché la prestazione anche in trasferta non è mai mancata. Sappiamo quante insidie troveremo, perché affronteremo una squadra dai due volti, che ha iniziato molto bene il campionato e poi si è fermata, prima di travolgere lo Spezia e poi essere a sua volta travolta dal Brescia. Sarà dunque un Trapani ferito, che come sempre giocherà all’attacco e che proverà a riconquistare i suoi tifosi. Ci sarà un clima caldissimo sugli spalti, il nostro compito sarà quello di prestare la massima attenzione alle loro iniziative per poi colpirli». Crespo, però, non accetta scorciatoie per vedere il suo Modena sbloccarsi lontano dal Braglia, l’idea di una squadra brutta ma concreta non fa parte della sua filosofia: «Non vorrò mai essere brutto per essere cinico. Si può essere concreti anche giocando bene a calcio, quello che voglio io. Purtroppo si tende a puntare il dito contro gli allenatori che come mentalità vogliono raggiungere un obiettivo attraverso il gioco, mentre a chi fa il difensivista e decide di non giocare vengono fatti i complimenti, si dice che tatticamente è stato perfetto perché non ha concesso spazi agli avversari. Penso invece che si debba alimentare l’idea di giocare se vogliamo un calcio migliore, anche sbagliando tecnicamente come a volte è successo alla nostra squadra. Noi vogliamo fare calcio, sappiamo di poter fare di più e anche per questo abbiamo cambiato modulo, ma il cinismo è indipendente da questo aspetto. L’obiettivo è salvarci il più in fretta possibile, poi sarò io il primo a voler alzare l’asticella: perché ciò sia possibile bisogna migliorare quegli aspetti che, allo stato attuale delle cose, non ci permettono di sognare ma di stare in linea soltanto con l’obiettivo salvezza».

 

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