McEnroe resta numero 1 nella Grande Sfida a Modena davanti a 4mila persone
Un successo strepitoso per i grandi del tennis protagonisti a Modena: Bruguera battuto in finale, Leconte-Wilander mattatori col pubblico
MODENA Il “pugnetto” di esultanza come segno distintivo di grinta e faccia tosta, un serve and volley da far invidia anche al tennis moderno, un gioco ancora competitivo in un fisico che lo aiuta ad essere sempre e comunque il numero uno: è lui, John McEnroe, il vincitore della quarta edizione de “La Grande Sfida”, che quest’anno è stata portata a Modena da Mca Events, col merito di riportare il grande tennis al palasport a nove anni quasi esatti dall’ultimo evento in una terra che da sempre ha risposto alla grande al richiamo di racchette e palline.
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GRANDE PUBBLICO Ed era così anche ieri, davanti a quattromila persone, un risultato strepitoso un palazzo quasi tutto esaurito se si pensa alla concomitanza del match di pallavolo Modena-Trento e una partita di serie A a tre chilometri di distanza. Il richiamo del tennis ha funzionato. E a rispondere sono stati i campioni. Bravi a coinvolgere il pubblico, ognuno a suo modo: McEnroe da burbero che si scioglie dopo qualche game concedendo qualche pallina alla tribuna e soprattutto due “cinque” ad una paio di bambini che, forse ignari del suo passato e della poca voglia di fare il burlone, lo hanno avvicinato tra uno scambio e l’altro. E lui non si è tirato indietro, ha contraccambiato.
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I MATCH Aveva capito che, se anche dall’altra parte della rete il suo avversario era quel Sergi Bruguera di 12 anni più giovane, la partita l’aveva in pugno. E a 56 anni suonati, dopo aver recitato uno delle sue proverbiali sceneggiate all’arbitro di sedia, sembrava un ragazzino, millimetrico nel pulire le righe nei momenti che contavano: 6-3 6-4 il punteggio finale di una sfida che aveva avuto come antipasto un vero e proprio spettacolo a base di tennis grazie alla simpatia di Mats Wilander e soprattutto Henri Leconte, mattatore indiscusso. Un occhio al pubblico, meglio se di sesso femminile, la gag con il giudice di linea e i raccattapalle, qualche colpo da giocoliere grazie all’ottima spalla di Wilander, che nella “finalina” lo ha sconfitto al super tie-break (7-5 2-6 7-10).
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Quattro ore di spettacolo che hanno divertito anche grazie ad una organizzazione che non ha avuto sbavature per il tanto pubblico presente: perfetta Adriana Serra Zanetti nelle vesti di madrina, in tribuna Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli ambasciatori del tennis italiano. Quello che contava era divertirsi e assaporare quel tennis che da troppo tempo mancava a Modena. Speriamo non debbano passare altri dieci anni prima di rivedere in città un grande evento così.
Davide Berti
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