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Milan, sale la pressione su Sinisa Mihajlovic dopo il ko con la Juve

Milan, sale la pressione su Sinisa Mihajlovic dopo il ko con la Juve

MILANO. Dalla delusione allo sconforto. È cambiato in peggio lo stato d'animo calcistico di Silvio Berlusconi dopo aver visto il suo Milan cadere in casa della Juventus senza nemmeno provare ad...

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MILANO. Dalla delusione allo sconforto. È cambiato in peggio lo stato d'animo calcistico di Silvio Berlusconi dopo aver visto il suo Milan cadere in casa della Juventus senza nemmeno provare ad attaccare una partita cruciale, contro una diretta concorrente in difficoltà che così ha realizzato il sorpasso al 6° posto. Torna alta la pressione su Sinisa Mihajlovic, dopo l'ennesimo esame fallito dalla squadra per mancanza di gioco e - come ha ammesso l'allenatore stesso - di personalità. Così, dopo il 4° big match perso su 5, è sempre più lontana la zona Champions, indicata dal presidente come l'obiettivo da raggiungere a ogni costo. Per l'ex capitano rossonero Paolo Maldini «il Milan é una squadra in convalescenza che viene da anni non belli. Ci vuole tempo per ricostruire qualcosa di positivo e credo che Mihajlovic stia facendo un lavoro importante; ma ci vuole tempo per costruire una squadra vincente». Rischia, però, di non essere infinito il tempo a disposizione dell'allenatore serbo, che alla vigilia della trasferta di Torino lamentava un clima strano attorno alla squadra e giudizi poco equilibrati, ma ora deve fare i conti con le valutazioni tutt'altro che lusinghiere che ronzano ai piani alti della sua stessa società. Il Milan ha investito in estate circa 90 milioni di euro per riaffacciarsi nell'Europa che conta ma la svolta attesa non si è mai notata. La speranza di Berlusconi di «tornare ai fasti del passato» ha lasciato il posto a sensazioni meno piacevoli. Due settimane fa, prima della sosta, l'ex premier, deluso dal Milan, aveva preferito fare i complimenti all'Atalanta. È apparso invece sconfortato, a chi ha raccolto i suoi sfoghi dopo il ko di Torino, contro una Juventus tutt'altro che irresistibile. Il senso di amarezza è ancor più forte perché il presidente non ama vedere la sua squadra chiusa in difesa come una provinciale. E perché a decidere il big match è stato Dybala, l'attaccante che tanto voleva e più volte ha ammesso di invidiare ai bianconeri.

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