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Berardi, il “cattivo” della serie A

di Paolo Seghedoni
Berardi, il “cattivo” della serie A

Con 30 cartellini dal 2013. Tradito ancora dall’istinto, il rosso di Marassi può costargli 2 o 3 giornate

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SASSUOLO. Un vecchio adagio dice “abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno”, ma questo detto non vale certamente per Domenico Berardi, che trenta (senza lode) lo ha già fatto, ma spera di aspettare più tempo possibile per fare trentuno. Trenta è il numero di cartellini, tra rossi e gialli, rimediati dal talentuoso 20enne del Sassuolo nelle nemmeno due stagioni di serie A.

Tre, in particolare, sono i cartellini rossi, espulsioni dirette: una nel primo anno di massima serie (contro il Parma, la 'famosa' gomitata a Molinaro dopo 48" dall'ingresso in campo nella gestione Malesani), una, a Milano contro l'Inter nel secondo 7-0 subito dai nerazzurri (fallo duro su Juan Jesus), quella di domenica a Marassi, la reazione scomposta su Ansaldi che gli farà 'guadagnare' un paio di giornate di squalifica (fatta salva la condotta di gioco violento che potrebbe far scattare i tre turni di stop). Poi i 27 cartellini gialli, una vera enormità in appena 71 presenze in campionato.

Curiosamente sono quasi lo stesso numero tra gol segnati 33 finora) e cartellini rimediati dall'arbitro. Cartellini che hanno fatto perdere 9 partite nella prima stagione in A (comprese le prime quattro, tra squalifica per l'espulsione con il Livorno nella gara promozione e la rinuncia al campionato europeo Under 19) e sette giornate la stagione scorsa.

Dopo il rosso diretto rimediato contro l'Inter a San Siro, però, Domenico sembrava aver messo la testa, se non a posto, almeno quasi. Era infatti da oltre cinquanta giornate che non si vedeva sventolare davanti il cartellino del colore della vergogna dall'arbitro. Tanto che, problemi di infortuni e reprimende di Conte a parte, sembrava che per Berardi già a gennaio si potessero aprire le porte della nazionale maggiore (in particolare dopo la rete della settimana scorsa in Under 21) e anche quelle della Juventus, con Allegri che farebbe carte false pur di avere Berardi e magari non più Zaza a disposizione a partire dal prossimo gennaio.

Già, ma adesso?

Naturalmente l'ennesima 'Berardata' rischia seriamente di minare non solo i campionati Europei con la maglia azzurra, ma anche il passaggio a giugno in una grande (che sia la Juventus o un'altra) del calcio internazionale.

Più volte si è parlato del Barcellona, ad esempio, come del Liverpool, ma la realtà è che sino ad ora Berardi ha fatto gioire (e a volte arrabbiare...) soltanto i tifosi neroverdi.

Quello che però è certo è che il calcio italiano non può permettersi di 'bruciare' quello che è, senza alcun dubbio, il talento più puro del nostro pallone degli ultimi anni.

Le 'Berardate' però stanno cominciando a far parlare sempre di più e il grande problema (per il Sassuolo in prima battuta) è che la fama da 'cattivo ragazzo' stia prendendo il sopravvento su quella di 'grande talento'. Allora la speranza è che, davvero, Berardi dopo aver fatto 39 non faccia 31...

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