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Pedrini e il caso Ngapeth: la presidentessa a 360º

di Francesco Cottafava
Pedrini e il caso Ngapeth: la presidentessa a 360º

«Se Earvin fosse stato bianco ed io il signor Pedrini, alcuni aspetti della vicenda avrebbero avuto contorni diversi: “zoccola” è più difficile dirlo a un uomo»

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MODENA. Catia Pedrini è stata un fiume in piena nella trasmissione “Barba e capelli”, condotta da Paolo Reggianini su Trc, dove la presidentessa di Modena Volley ha toccato tutti i temi caldi dell'ultimo periodo, da Ngapeth a Diego Mosna, passando per Dino Piacentini. «Dino ha ancora il 50% delle quote societarie, ma dal punto di vista economico, già dalla passata stagione, il carico è esclusivamente mio».

LA SITUAZIONE DI NGAPETH

«Nessuno di noi ha giustificato il gesto di Ngapeth, perché è ingiustificabile. Ma solo noi della società sappiamo quello che sta passando Earvin. Lui deve imparare a non farsi del male e non fare del male agli altri. Sono convinta che l'amore e la solidarietà che trova nella nostra famiglia lo aiuterà. Non possiamo dire che non ci saranno ricadute, però un evento così grave magari gli cambierà la vita. Earvin è stato male per tutto quello che gli è accaduto, ieri gli è stata diagnosticata una gastroduodenite. Nella mia intervista con Earvin dopo la Champions ho detto che la sua sospensione non era stata una sanzione, perché non volevamo metterlo alla gogna, visto che siamo nel medioevo e come sempre io sono stata messa al rogo».

IL FIGLIO DI NGAPETH

«Il bambino di Earvin è stato vittima di una frattura alla gamba prima della Supercoppa . Earvin si era accordato con Lorenzetti e Sartoretti per andare a trovare il figlio venerdì, dopo la partita di Lubiana. Il bimbo era ricoverato nell'ospedale di Poitiers e c'è stato un caso di malasanità: l'ingessatura alla gamba ha causato un'infezione che ha portato ad una piaga nella schiena e c'era il rischio di una setticemia. E' stato in pericolo di vita. La condizione si è aggravata mercoledì scorso. Ho deciso di accompagnarlo perché Earvin ha l'età di mio figlio e non me la sentivo di lasciarlo andare da solo nello stato psico fisico nel quale si trovava».

Il SESSISMO E IL RAZZISMO

«L'atteggiamento sessista e maschilista è intollerabile. Se Earvin fosse stato bianco ed io fossi stato il signor Pedrini, alcuni aspetti della vicenda avrebbero avuto contorni diversi: “zoccola” è più difficile dirlo ad un uomo. Ho invitato chi ha detto delle male parole a prendere un caffè, ma nessuno ha accettato. Ci sono giornalisti, penne raffinate, che avrei il piacere di invitare a bere un caffè alla cicuta».

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LA DHL E MONTALI

«La Dhl ci è stata vicina fin dalle prime ore, la fortuna di avere una multinazionale significa che possiamo avere aiuto per qualsiasi cosa. Loro ci hanno consigliato di non dire una parola sull'accaduto, perché qualsiasi dichiarazione poteva essere stravolta, come è poi stato. Montali ha espresso un parere personale, eravamo tutti d'accordo per un profilo basso ma si è lasciato prendere».

TRENTO E DIEGO MOSNA

«Trento, guarda caso, è l'unica società che è intervenuta alla viglia della nostra sfida sul caso Ngapeth. Mi riferisco alle parole del cavaliere Diego Mosna, che è quel signore che già dal suo baffo esprime il suo maschilismo e che ha dato un giudizio di cattivo gusto. Mosna, ha condotto la Lega per molti anni gestendola in maniera autoritaria. Adesso la Lega è composto da persone più disponibili a mettersi in discussione».

«La stagione è iniziata il 24 ottobre con la Supercoppa, noi per organizzarla a Modena abbiamo dato 50.000 euro a Trento. Loro hanno accettato di venire a giocare al Pala Panini sportivamente, con un cinquantino in più in tasca, però sportivamente...»

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