Crespo segna, ma il gol più bello è un altro
Il gaucho star del match tra Modena e Polizia: donato un elettroencefalografo al Policlinico. Il ricordo di Della Croce
Modena e Polizia di Stato in campo per i bambini del Policlinico, in una divertente partita di calcio in cui i contenuti tecnici sono irrilevanti, ben più profondi quelli benefici. Agenti della questura contro una formazione mista canarina in cui scende in campo da giocatore anche Hernan Crespo, tutti uniti per raccogliere i fondi per un costoso e fondamentale macchinario da destinare al reparto di Pediatria e Oncoematologia Pediatrica, un sistema Eeg (un elettroencefalografo dal costo di 50mila euro). Obiettivo raggiunto, nonostante il freddo pungente che attanaglia lo stadio: duecento gli spettatori presenti ed entrati porgendo un'offerta libera, una somma di denaro che si aggiunge al contributo di tanti imprenditori modenesi, tutti uniti per fornire ai piccoli pazienti del Policlinico un'arma in più per combattere malattie infami che se ne infischiano della carta d'identità. E allora in campo con il sorriso sulle labbra, ma il lutto al braccio perché si deve commemorare la morte di Giuseppe Della Croce, il sovrintendente 49enne dell'Anticrimine del commissariato di Mirandola scomparso pochi giorni fa per un malore mentre si stava allenando proprio per la sfida contro il Modena. I colleghi e i giocatori canarini lo ricordano durante l'ingresso in campo con una maglia celebrativa, in cui è semplicemente scritto "Ciao Pino". Anche il questore Giuseppe Garramone sottolinea il duplice scopo: «Siamo qui per i bambini del Policlinico, ma vorrei dedicare questa partita al compianto Della Croce, che non sarà mai dimenticato. Ogni anno organizzeremo eventi simili in sua memoria». Poi via al match, con l'impegno dei poliziotti nell'arginare una formazione mista canarina che, però, conta anche su alcuni elementi della Prima squadra. A dirigere l'orchestra un allenatore d'eccezione, Antonio Caliendo, che dalla panchina dà indicazioni ai suoi e non risparmia, si fa per dire, anche qualche parola a Crespo: «Sa già - dice il presidente sorridendo - che se non segna lo sostituisco... A parte gli scherzi, voglio ringraziare il questore Garramone per la sensibilità dimostrata e per l'organizzazione della partita, senza dimenticare il prefetto Di Bari e il sindaco Muzzarelli». Il match è divertente, Taibi segna un gran gol, il team manager Russo una doppietta (sarebbe una tripletta, ma quel guascone di Nardini convince il guardalinee a segnalare un fuorigioco quantomeno dubbio), poi è la volta di Crespo su rigore e del fisioterapista Martinelli. La Polizia non riesce a mettere a segno il gol della bandiera, ma alla fine tutti sono soddisfatti per aver sfidato uno come Crespo ed essersi fatti immortalare con lui in foto. E il tecnico argentino, stremato, commenta: «Il Braglia è enorme, non ho più il fisico. Ma l'importante è essere qui per divertirsi e per una nobile causa. La partita di sabato? Ne parliamo domani». Giusto così: ci sono valori più importanti del calcio.
Giovanni Balugani
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