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Sassuolo, adesso i gol su azione sono merce rara

Sassuolo, adesso i gol su azione sono merce rara

Nelle prime 6 partite 9 reti, nessuna da palla inattiva, poi il dato s’è invertito. E anche gli attaccanti si sono inceppati

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SASSUOLO. Che il Sassuolo fosse diventato meno zemaniano, sin dalle scorse settimane, lo diceva la statistica relativa alle reti subite, che vedono tuttora la formazione di Di Francesco al quinto posto in questa speciale graduatoria con appena 12 gol incassati in 13 partite, alle spalle soltanto di Inter, Napoli, Fiorentina e Juventus. Ma l’essere meno zemaniano del Sassuolo sta diventando un dato di fatto anche per la contrapposizione a quello che è da sempre stato il credo del tecnico boemo e che anche Di Francesco ha fatto suo, cioè pensare prima di tutto a segnare un gol in più degli avversari anziché a subirne il meno possibile. Non tanto un merito, in questo caso, quanto un limite. Nelle ultime 7 partite, infatti, i neroverdi hanno segnato appena due gol su azione e mai come oggi il Sassuolo dai meccanismi offensivi ben oliati, quello capace di mettere in difficoltà qualsiasi retroguardia con il proprio tridente delle meraviglie, si è trovato in crisi dalla trequarti in su. Un dato reso ancor più eloquente dal confronto con le prime 6 gare di questo campionato, quando i neroverdi avevano segnato la bellezza di 9 reti, tutte su azione, mandando in gol ogni attaccante ad eccezione di Berardi e Falcinelli. Tutto questo fino alla sfida con il Chievo del 27 settembre, pareggiata per 1-1 grazie alla rete di Defrel. Poi, nelle successive 7 giornate, la storia è cambiata in maniera drastica: dalla sfida di Empoli a quella di domenica scorsa con il Genoa sono arrivate appena 2 gol su azione, quelle di Missiroli con la Lazio e Sansone nel derby con il Carpi, mentre le restanti 4 da palla inattiva: un rigore (Berardi con la Lazio), due punizioni (Berardi con il Milan e Sansone con la Juventus) e la rete in mischia di Acerbi contro il Genoa arrivata sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Non è un caso che anche il rendimento della squadra ne abbia risentito, come dicono le prime 3 sconfitte stagionali con Empoli, Milan e Genoa, a fronte di 1 pareggio con l’Udinese e 2 vittorie con Lazio e Carpi. Il Sassuolo, quinto per reti subite, si ritrova così soltanto decimo per quelle segnate, circostanza davvero inusuale ed anomala nell’era Di Francesco. Starà ora proprio al tecnico provare a risvegliare l’attacco, per far rivedere quella fase offensiva che da sempre è stata un punto di forza nonché una delle migliori dell’intera serie A.

L’assenza per squalifica di Berardi, in tal senso, non aiuterà, ma il Sassuolo ha tante frecce nel proprio arco pronte a mettersi in luce anche quando manca il compagno di maggiore talento, come dimostrato ad inizio stagione quando il gioiellino calabrese è rimasto fuori per infortunio. Anche perché, sembrerà incredibile, proprio da quando Berardi si è sbloccato l’unico attaccante a non aver smarrito la via del gol è Sansone...

 

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