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Granoche: «Ho bisogno di tornare subito il Diablo»

Granoche: «Ho bisogno di tornare subito il Diablo»

«Mi manca tanto il gol e non la vivo bene. Domani bisogna solo vincere»

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Sei mesi, tanto è passato dall’ultimo gol in campionato firmato da Pablo Granoche: era il 6 giugno e al Braglia si giocava la gara di ritorno dei playout tra Modena ed Entella e il Diablo realizzò un rigore decisivo per la salvezza dei gialloblù. Nessuno si sarebbe immaginato che dopo sei mesi quella sarebbe stata l’ultima esultanza del cannoniere uruguaiano che da quel giorno non è più stato in grado di segnare in una partita di campionato. C’è stata la tripletta in Coppa Italia inflitta al Tuttocuoio che sembrava l’antipasto di un’altra stagione da record, ma le cose poi sono andate diversamente. Prima la squalifica di una giornata per un pagamento in nero risalente addirittura ai tempi della Triestina, poi, soprattutto, quell’infortunio patito nel derby di Cesena alla quarta giornata che ha sostanzialmente messo ai box il Diablo per quasi due mesi. Una mazzata non solo a livello psicologico, ma anche fisico perché ritrovare la condizione dopo infortuni del genere non è mai semplice. Una stagione che, per ora, sembra maledetta e se Granoche non segna tutto l’ambiente gialloblù ne risente: basti pensare che l’anno scorso nella miseria dei 37 gol fatti dalla squadra canarina ben 19 portavano la firma del Diablo, senza considerare i 10 assist. Domani al Braglia arriva di nuovo l'Entella e sembra essere l'occasione giusta per il bomber canarino per ritrovare la via della rete: «Per un attaccante - ammette l'uruguaiano - il gol è tutto. Mi manca tanto, ma non bisogna andare in paranoia se non arriva. L'importante è cercare di vincere perché siamo in un momento in cui bisogna cambiare marcia, non importa chi la butti dentro. Certo a me e a tutta la squadra mancano i miei gol, ma in testa dobbiamo avere solo la vittoria». Da Entella a Entella: dopo lo scorso campionato, fatto di sofferenze e delusioni, in cui la salvezza è arrivata solo grazie ai playout, la situazione non sembra essere cambiata di molto, ma le sensazioni di Granoche sono differenti: «Difficile fare paragoni con l'anno passato. Quando abbiamo affrontato i liguri nei playout arrivavamo da un periodo di 6 partite senza vittorie e il doppio scontro non ammetteva appello. O ci conquistavamo la permanenza in serie B sul campo o era retrocessione: per fortuna siamo riusciti a salvarci grazie al sacrificio di tutti. La gara di domani non è un'ultima spiaggia, è uno scontro diretto fondamentale, questo sì, ma il campionato non finisce domani». Gozzi nei giorni scorsi ha chiesto a tutto il gruppo maggiore attenzione: «Simone ha ragione - concorda Granoche - perché stiamo pagando a caro prezzo i piccoli errori. A Trapani abbiamo sbagliato in due occasioni e subito due gol, appena caliamo l'attenzione ci colpiscono. Dobbiamo limare queste piccole disattenzioni e mantenere la concentrazione ai massimi livelli per 90 minuti perché non siamo nelle condizioni di concedere nulla agli avversari. Però, al di là di qualche partita in cui non abbiamo fatto bene, l'atteggiamento è sempre stato quello giusto, quello di una squadra che vuole salvarsi. Non ci è mai mancata la cattiveria e la voglia di uscire dalla zona playout: questa squadra vuole rialzarsi e farà di tutto per vincere domani e cercare di dare il via ad una serie di risultati utili consecutivi. Credetemi». Granoche, poi, si sofferma sul suo stato di forma e sul partner ormai abituale in attacco, Stanco: «Con Francesco avevo già giocato nella stagione dei playoff, quando mancava Babacar era lui a fare coppia con me. E' un attaccante che lavora tantissimo per la squadra, uno che si applica per 90 minuti e con cui è facile giocare. Sul piano personale purtroppo quell'infortunio mi ha rallentato a livello fisico, è arrivato proprio nel periodo in cui la condizione si appresta a raggiungere il top. Sono convinto, però, che un gol sarebbe la medicina ideale per lasciarsi tutto alle spalle. Spero che arrivi presto perché anche mentalmente la rete è una spinta eccezionale per un attaccante e lo sarebbe anche per tutti i miei compagni. Per ora, però, conta di più battere l'Entella e risollevare la classifica».

Giovanni Balugani

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