Il Carpi fa un miracolo, risorge e ritrova la vita
Pavoletti: rosso al 6’. Genoa avanti, pari di Borriello poi la perla di Zaccardo
GENOVA. Ricomincia dal Ferraris di Genova il campionato del Carpi. Proprio qui, dove i biancorossi ne avevano prese cinque dalla Sampdoria infilandosi in un tunnel che fino a ieri sembrava senza uscita. Cioè fino alla doppia candelina che rinfocola la fiammella della speranza: la prima storica vittoria fuori casa e la prima di Castori in Serie A.
Il Genoa può solo recriminare per l'ingenuità di Pavoletti, espulso dopo pochi giri di lancetta per aver rifilato una gomitata a Gagliolo. La superiorità numerica e un pizzico di presunzione di troppo da parte degli avversari hanno permesso a un Carpi generoso e aggressivo fino ai minuti di recupero di ribaltare lo svantaggio iniziale. In avvio ci sono un paio di sorprese nella formazione del Carpi, la quattordicesima schierata in altrettante gare dagli allenatori che si sono succeduti sulla panchina biancorossa: Letizia è arretrato sulla linea della difesa e prende il posto di Gabriel Silva, mentre sull'esterno sinistro di centrocampo c'è Martinho, che torna in campo dopo un lungo infortunio e una settimana burrascosa. La sua ultima apparizione risaliva al 3 ottobre contro il Torino, unica gara vinta in campionato dal Carpi. L'attacco è affidato a Mbakogu e Matos. Tra i rincalzi l'ex Borriello, che da queste parti ha lasciato tracce importanti realizzando 12 reti nella stagione 2012-13. In casa Genoa, il nodo della vigilia è sciolto a favore di Gakpé: mister Gasperini lo preferisce a Pandev nella linea offensiva a tre che prevede Pavoletti al centro. La partita dell'attaccante finisce però dopo soli sei minuti, e scompagina tutti i piani di Gasperini.
Tanto gli basta,infatti, per rifilare una gomitata a Gagliolo nell'area biancorossa. La giacchetta nera Gavillucci vede tutto ed estrae direttamente il rosso. Mentre mister Gasperini ancora si interroga in panchina su come riassettare la squadra, sul campo il Genoa reagisce all'imprevisto approfittando del primo errore della retroguardia ospite: Letizia cicca la palla in area, Figueiras la raccoglie quasi sul vertice destro dell'area, il diagonale si infila preciso nell'angolino. Il vuoto lasciato da Pavoletti viene riempito da Gakpé che si accentra lasciando la fascia destra a Laxalt, con Figueiras ora arretrato sulla linea dei difensori in un 4-4-1 che prevede Ansaldi terzino sinistro. Più che Gakpè è il pubblico del Ferraris che cerca di ristabilire la parità numerica. Incessante il sostegno alla squadra di casa, incessanti anche i fischi all'indirizzo dell'arbitro, spesso invocato a gran voce in modo non troppo amorevole.
Il Carpi ci prova un paio di volte da destra, su due cross di Pasciuti ciccati da Matos e Martinho ma il Genoa non sta per niente a guardare. Anzi, la gioca a viso aperto e si avvicina a Belec con Izzo e Costa, entrambi fuori misura. Al 40', quando Martinho spara su Perin da due passi e Zaccardo manda a lato il tap-in, Gasperini decide di coprirsi inserendo Di Maio per tappare la falla sul lato destro.
Per cambiare, mister Castori attende invece il secondo tempo. Dentro Borriello per cercare qualità dentro l'area, Di Gaudio per garantire le accelerazioni assicurate da Martihno nel primo tempo. La mossa si rivela azzeccata e letale per i padroni di casa: al 12' Di Gaudio strappa partendo dalla propria metà campa, allarga per Borriello che da sinistra azzecca un diagonale imprendibile per Perin. L'attaccante non esulta al gol dell'ex, ma è ancora lui pericoloso qualche minuto dopo con un siluro dal limite sull'esterno della rete e poi al 23' quando fa fuori De Maio sulla linea di fondocampo ma non serve Mbakogu al centro. Poco dopo è Izzo a restituire il favore non vendendo Gakpé a centro area. Con la partita aperta e imprevedibile, Gasperini esagera gettando Pandev nella mischia e ricollocando Gakpé a sinistra. Ma è il Carpi ad avere più gamba e dopo un tentativo di Letizia arriva anche il gol del vantaggio: ancora Di Gaudio per Borriello che gira dalla parte opposta dove Zaccardo arriva puntuale infilando sotto la pancia Perin. Pochi istante dopo la firma sull'impresa la mette anche Belec, volando a deviare il rigore in movimento di Rincon. L'ultima emozione è al 48' quando su un batti e ribatti in area il pubblico del Ferraris protesta per un tocco di mano di Romagnoli.
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