Modena: Hernan Crespo, il gaucho ci mette la faccia
«È solo colpa mia, ma non mollo di un centimetro. Nessuno mi ha mai regalato niente, ma ho costruito da solo una carriera da calciatore. E arriverò ancora»
MODENA. Il Modena va male, molto male. Dopo l’illusione supportata da una grande idea di gioco nella fase iniziale del campionato, il giocattolo si è rotto, lo spettacolo s’è perso e i risultati inchiodano una squadra che ha perso 8 partite su 15, vincendone solo 4 e pareggiandone 3. Cifre aggravate da 19 gol subiti, solo 11 fatti e da due ko consecutivi con Trapani ed Entella, che hanno fatto precipitare i gialli al quart’ultimo posto, in piena zona retrocessione, con poche boe di salvataggio a cui aggrapparsi e la trasferta di Perugia all’orizzonte. Numeri e situazione da paura che potrebbero schiodare tante panchine, anche quella di Hernan Crespo, un nome sfavillante nel firmamento calcistico mondiale per la sua straordinaria carriera di bomber, ma alla prima esperienza da allenatore tra i prof. Ma quella di Crespo resta salda e il Modena gli concede giustamente una chance. La merita anche solo per l’onestà e il coraggio che ha avuto nel dopo partita con l’Entella. Avrebbe potuto appellarsi a qualsiasi scusa: agli infortuni di Bentivoglio, Granoche e Mazzarani, alle assenze in contemporanea di due uomini cardine come Galloppa e Giorico, al mercato che gli ha consegnato un pacchetto di attaccanti inutilizzabili e anche alla pochezza di una panchina che offre Doninelli se manca Galloppa. Non l’ha fatto, se non velatamente, prendendosi tutte le responsabilità e mettendoci la faccia. E non è facile trovare, nel calcio di oggi, un tecnico con questi valori. «La colpa è mia, io alleno i giocatori e li mando in campo. Prendetevela con me e non con loro. Ma non mollo di un centimetro. Nessuno mi ha mai aiutato anche da calciatore, non ho ricevuto regali e mi sono costruito da solo una carriera importante lavorando duro e senza chiedere nulla. Farò così anche come allenatore e arriverò». Crespo sa lavorare, ma paga sicuramente un prezzo all’inesperienza. Ha scelto una strada affascinante, quella del gioco, poi l’ha cambiata per mettere delle toppe in difesa e rianimare un attacco che nemmeno il mago Houdini potrebbe trasformare in qualcosa di credibile. Ha sbagliato delle scelte come quella di rinunciare a Nizzetto per un fallimento costante come Doninelli, ma è un tecnico che sa lavorare e che, se i risultati non lo travolgeranno, potrebbe ritrovare la strada maestra. Ma non da solo. Crespo non può risorgere soltanto coi suoi mezzi e la sua dignità perchè quel che manca bisogna comprarlo e al Modena manca in toto un attacco, necessita di qualche ricambio più importante in mezzo e di un terzino destro di spessore. E siccome le balle stanno in poco posto e tutti si sono giocati le loro belle opportunità, Taibi dovrà liberare posti in lista e Caliendo riempirli sul mercato di gennaio. La B è lunga, la situazione è pesante, ma il campionato cadetto sa essere generoso con gli uomini di buona volontà. (p.v.)
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