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Nardini: «Modena, la colpa è solo di noi giocatori»

di Enrico Ballotti
Nardini: «Modena, la colpa è solo di noi giocatori»

«Crespo non ha responsabilità per questa difficile situazione, tocca a chi scende in campo dare la svolta. Magari già da venerdì sera a Perugia»

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MODENA. Da tifoso in curva Montagnani alle cento presenze con la maglia del Modena, per Riccardo Nardini quella con l’Entella è certamente stata una partita particolare. E lo sarebbe stata ancora di più se i gialli non avessero perso e se, quando il punteggio era ancora sullo 0-0, fosse riuscito a trovare la via del gol: «Serve più concretezza - le parole del fiumalbino - sia in difesa che in attacco. La rete che ho fallito è la dimostrazione che dobbiamo crederci sempre. Ho creduto nel facile rinvio dell’avversario che invece ha ciccato il pallone, sono stato così colto di sorpresa e non sono riuscito a battere verso la porta. Il rammarico è grande, ci penso anche adesso. Se fosse entrato quel pallone ora si starebbe parlando di altro».

Delusione comprensibile quella dell’esterno gialloblù. La sconfitta contro i liguri, tra le altre cose, ha lasciato un segno pesante anche in classifica che vede il Modena sempre più inguaiato nei bassifondi e invischiato in zona playout. La chiacchierata con Nardini inizia proprio da qui.

Quanto pesa la classifica sul morale della squadra?

«Semplicemente non la guardiamo. Sappiamo che possiamo fare meglio e sappiamo che possiamo raggiungere quota cinquanta punti e dunque la salvezza. L’importante è non mollare, ho detto queste parole anche ai tifosi durante il confronto nel post-Entella. A Modena raramente abbiamo vissuto stagioni “normali”, spesso c’è stato da soffrire anche nei campionati più positivi. Non ultimi quelli dove siamo riusciti, con Pioli e Novellino, a centrare l’obiettivo dei playoff».

A proposito del confronto con i tifosi: com’è andata?

«Sono stato io a chiedere loro di starci vicini: al Braglia i nostri sostenitori sono un’arma in più che vogliamo e dobbiamo sfruttare. Con loro al nostro fianco diventiamo più forti e nello stesso tempo gli avversari soffrono la pressione, questo aspetto credo sia fondamentale. Poi, ovviamente, è giusto che chi paga il biglietto manifesti le sue opinioni e, nel caso, fischi la squadra. Questo però deve avvenire a fine partita, durante i novanta minuti abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti».

La situazione resta piuttosto complicata. Che idea ti sei fatto?

«Sono fiducioso perché con l’allenatore e lo staff tecnico che abbiamo non ci saranno problemi. Se fossimo sempre stati in grado di mettere in pratica quello che ci dicono adesso avremo almeno dieci punti in più. Ho 32 anni e in carriera di mister ne ho conosciuti tanti, credo di poter dire che i meriti e le colpe non sono dell’allenatore, ma di chi va in campo. Tocca a noi non commettere errori banali e, come dicevo, essere concreti».

Magari a partire dalla gara contro il Perugia.

«Non sarà facile perché affrontiamo una squadra forte, ma fino ad ora abbiamo dimostrato di non essere inferiori a nessuno e state certi che faremo la stessa cosa anche questo venerdì. Andremo in Umbria per dare il massimo e dunque per raccogliere i tre punti».

Fondamentale sarebbe trovare quella vittoria in trasferta che manca da tanto, troppo, tempo.

«Un motivo in più per fare bene nonostante un avversario che soprattutto in questo momento sta andando forte. Mai come in questo momento in campo dovremmo essere prima gli uomini che i giocatori».

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