Campioli si difende: "Nessun doping, è un errore burocratico"
L'atleta modenese replica alla richiesta di deferimento avanzata dalla Procura Antidoping
MODENA. Filippo Campioli, atleta cresciuto nella Fratellanza e che ha parteicpato anche alle Olimpiadi di Pechino del 2008, risponde alla richiesta di deferimento avanzata dalla Procura Antidoping, rivelando che si tratti solo di un ritardo burocratico: "Da quando sono diventato un atleta di interesse internazionale spiega Campioli - sono sempre stato sottoposto a controlli antidoping da parte della Wada, e ho sempre dimostrato di essere pulito. Io, come altri cento atleti (non solo di atletica leggera!) abbiamo commesso un peccato di ingenuità. Quando tra il 2011 ed il 2012 ho calato la mia attività agonistica, uscendo di fatto dal ritenermi atleta di interesse internazionale, ho sottovalutato l’importanza del Whereabotus (metodo utilizzato per la reperibilità quotidiani degli atleti).
"Mi ricordo di una volta - prosegue Campioli - in cui ho mandato il file in ritardo. Qui nasce la mia colpa. Non ho sempre segnalato con costanza e precisione dove fossi. Per fare chiarezza va sottolineato che non si tratta di missed test (mancato controllo) ma di filling failure (mancata comunicazione). È comunque incredibile come non sia stata comminata alcuna sanzione in occasione delle prime infrazioni, cosa che, probabilmente, avrebbe fatto capire a tutti quanto grave fosse l’inadempienza. Io le mie responsabilità le prendo, ma la gestione dei file tra gli atleti e la federazione non era sempre collaudata bene".
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