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Sau condanna il Sassuolo: niente Inter

di Giacomo Gullo
Sau condanna il Sassuolo: niente Inter

Tim Cup. Al Mapei Stadium prova incolore dei neroverdi sconfitti (1-0) ed eliminati da un Cagliari più determinato. Di Francesco irritato

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REGGIO. Tra le brume del Mapei Stadium, il Sassuolo si smarrisce: nella ghiacciaia dell’impianto reggiano, Di Francesco perde in un colpo solo l’imbattibilità interna stagionale e il possibile approdo agli ottavi di Tim Cup. A sfidare l’Inter a San Siro andrà un Cagliari apparso decisamente più concreto e motivato dei neroverdi: ai sardi basta un gol di Sau per regolare un Sassuolo lontano parente della squadra ammirata spesso in campionato. Un Sassuolo, va detto, rivoltato come un calzino da Di Francesco, che tra i titolari del campionato chiede gli straordinari soltanto al baluardo Acerbi. Difesa e centrocampo sono completamente inediti mentre in attacco Di Francesco non rinuncia al talento di Berardi, appiedato per altri due turni in campionato. Anche tra i sardi la formazione conta diverse rinunce dei titolari: e in panchina Rastelli porta un folto drappello di Primavera. Nel primo quarto d’ora il Sassuolo non si vede e la colpa non è solo della nebbia che avvolge il Mapei Stadium. Ne approfitta allora il Cagliari che in avvio prende il comando delle operazioni e va alla conclusioni, prima con Tello, al secondo minuto, e poi, ben più pericolosamente, con Cerri: Pegolo è bravo a respingere. Al 20’ primo segnale di Sassuolo, con Berardi che lancia bene Floro: l’attaccante napoletano spreca male la migliore occasione fino a quel momento. Non spreca invece al 36’ Sau, che punisce, solo davanti a Consigli, il pessimo piazzamento della difesa neroverde sul filtrante di Cerri: vantaggio meritato quello degli isolani, più determinati del Sassuolo nella ricerca della manovra offensiva. Rischia grosso il Sassuolo anche nel finale di tempo, con Cerri che manca di un paio di centimetri la più facile delle deviazioni, ad un passo dalla porta sguarnita, su gran giocata di Farias. Nemmeno l’intervallo cambia il canovaccio del match: anzi, al 50’ Cerri si divora il raddoppio con una girata al volo da due passi. Di Francesco mette mano alla panchina, passa al 4-2-4, ma al 60’ Falcinelli sciupa a tu per tu con Cragno un’occasione colossale per rimettere in carreggiata la sfida. Il tecnico neroverde si gioca anche la carta Defrel ma il Sassuolo, oltre che per una legittima protesta per un contatto Salamon-Berardi nell’area rossoblù, non ha molto da recriminare. Quando i neroverdi cominciano a giocare, ormai è troppo tardi e non bastano cinque minuti di recupero per riacciuffare il match: il Cagliari serra le fila e strappa il pass con pieno merito.

«Sono arrabbiato per la prova della squadra - ha detto Eusebio Di Francesco. Il Cagliari ha meritato di vincere, ma è la prestazione dei miei che non mi è piaciuta, in generale mi aspettavo delle risposte diverse come modo di stare in campo e voglia di vincere. Ho visto molta passività da parte di tanti giocatori e non è accettabile. Mi auguro che questo serva da lezione, perché non voglio più vedere questo atteggiamento dai miei giocatori. Non sono per niente contento questa sera, quello che ho visto mi ha fatto arrabbiare: abbiamo sbagliato completamente l’approccio, mettendo in campo poca cattiveria agonistica».

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