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Il Modena sta scrivendo il film di un fallimento

Il Modena sta scrivendo il film di un fallimento

Una società che ha giocato d’azzardo sbagliando sul mercato, il treno Crespo a rischio capolinea e una squadra in balia degli eventi. Col Bari vincere o morire

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Fiumi di parole cantavano i Jalisse, l’unico gruppo ad avere vinto il Festiva di Sanremo per essere dimenticato il giorno dopo. Già fiumi di parole, solo fiumi di parole, forse anche qualche buona intenzione, ma restano solo fiumi di parole. Quelle di Antonio Caliendo che voleva un Modena più internazionale, dalla visibilità superiore; quelle di Massimo Taibi, il diesse che non apre quasi mai bocca ma che ha fatto in tempo a dire che quest’anno il Modena doveva essere di più a sua immagine e somiglianza. Poi quelle di Hernan Crespo: affascinanti, speziate da quel tocco di spagnolo che fa sempre un bell’effetto, parole anche sostenute da un inizio di campionato che almeno sotto l’aspetto del gioco, stava lanciando un segnale nuovo. Poi quelle dei giocatori: tutti con Crespo, aria nuova, è cambiato tutto. Ma ora è il tempo delle litanie, quelle che accompagnano momenti non proprio belli di un’esistenza. Perchè il campo parla poco e quando apre bocca promuove o condanna. E quel rettangolo verde che sa dire solo la verità sta parlando chiaro e bocciando clamorosamente un Modena tramortito da 3 sconfitte consecutive, da 5 punti conquistati in 8 partite, da 9 ko su 16 gare giocate, dal peggior attacco della B, da una difesa che finisce sempre sotto e ora anche da un’assenza totale di anima e gioco. Un Modena che così com’è finisce sparato in Lega Pro. Crespo immaturo per la B? Anche Juric, tecnico del Crotone, non aveva mai allenato in serie B ma sta proponendo al calcio italiano un Carpi-bis. Ma Juric ha dietro una società che fa quasi sempre bene, organizzata, oculata sul mercato, che non spende follie ma quel poco lo investe bene. Il Modena ha toppato di brutto il mercato estivo: il pacchetto di attaccanti è un flop biblico, Taibi non è riuscito a vendere nessuno dei giocatori non graditi, vedi Luppi, uno che riesce a sbagliare gol anche quando il pallone è ormai dentro alla porta. Giorico è stata una piccola rivelazione, Galloppa sicuramente un valore aggiunto ma c’è una volta sì, cinque no. Crespo è stato bravo a rivitalizzare almeno inizialmente il gruppo grazie al gioco e all’entusiasmo, ma quando si scelgono strade complesse come quella del gioco in un campionato che premia solo difensivismo e ripartenze (vedi Carpi, lo stesso Perugia di venerdì) o trovi i risultati o rischi di andare in malora. Quello che sta accadendo al Modena. Tutti in netto peggioramento sul campo, società che alla luce dei fatti deve intervenire pesantemente a gennaio, ma non si sa con quali mezzi e strategie. Crespo chiamato a gestire una situazione simile a quella di chi si trova alla guida di un treno impazzito che non risponde più ai comandi. Martedì arriva il Bari e sarà questo Modena ad affrontare il galletto: è la partita della vita. Vincere o morire. Una sconfitta segnerebbe la fine di una squadra ormai abbandonata dai tifosi e che scriverebbe il suo fallimento, quello di Crespo e anche della gestione Caliendo. Ma il calcio è roba strana e una vittoria potrebbe far scoccare una scintilla tale da poter chiedere un appello al campo. Il Modena è molto vicino a un flop clamoroso e mai come in questo caso si può dire che sia padrone del proprio destino. Martedì col Bari vedremo se saranno solo parole o se il Modena saprà far parlare il campo dopo un silenzio divenuto assordante.

Paolo Vecchi

@PaoloVp305

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