Caliendo: «Fiducia in Hernan Crespo, ma bisogna svoltare»
«A Perugia, nel primo tempo, avrei mandato tutti a zappare la terra. Il mister non paga per allenare e ci manca Zoboli»
Welcome to hell. Benvenuto all’inferno, ma partiamo con l’inglese perchè Antonio Caliendo, patron del Modena, si trova oltre Manica per seguire personalmente la causa che lo vede opposto a Flavio Briatore per questioni legate ai tempi del Queen Park Rangers. E le fiamme dell’inferno che stanno scottando il Modena di Crespo potrebbero inghiottirlo fino ai capelli se i gialli contro il Bari non riusciranno a invertire drasticamente una rotta destinata ad avere conseguenze pesantissime non solo in classifica, ma anche sul futuro di un club che in questo momento deve prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di una retrocessione diretta in Lega Pro.
Spauracchio da non sottovalutare: il campionato è ancora lungo, molto lungo, ma una squadra che viene da 9 sconfitte in sedici partite, da cinque punti conquistati nelle ultime 8 e con numeri imbarazzanti alla voce gol fatti e anche subiti, non offre molte garanzie di riscossa. Il Modena è sull’orlo di un gran brutto baratro e solo un successo sui galletti, domani al Braglia, potrebbe ridare una mezza speranza di sopravvivenza all’era del Gaucho. Ma che Braglia troverà il Modena? Sicuramente con tanti posti vuoti, ma il cuore del tifo batterà e continuerà a farlo solo se la squadra darà le risposte giuste evitando prove strazianti come le ultime tre perse consecutivamente con Trapani, Entella e Perugia.
E il primo tempo del Curi ha fatto imbestialire anche Caliendo.
«Sì, avrei preso tutti i giocatori e li avrei mandati a zappare la terra. Invece di giocare hanno pensato soltanto a lamentarsi con l’arbitro. Da sempre dico che il direttore di gara non deve essere un motivo di distrazione e che bisogna restare sempre con la testa sulla partita. Invece, solo proteste e una prova imbarazzante. Nel secondo tempo è andata meglio e se Luppi metteva dentro quelle due occasioni clamorose che gli sono capitate ora saremmo qui a parlare di altro. Granoche è ancora in ritardo, poi spende troppo per aiutare la squadra».
Invece bisogna parlare di una squadra inghiottita in zona playout e che sta giocando a fari spenti. Crespo rischia o la fiducia è incondizionata?
«Non esonerai Novellino l’anno in cui sfiorammo la serie A dopo un girone di andata pessimo in cui girammo a 22 punti. Ho fiducia in Crespo, ma è ovvio che bisogna cominciare a valutare attentamente la situazione».
Situazione che potrebbe trascinare sul fondo anche la gestione Caliendo.
«Ma io la guardo anche da un’altra angolazione: nell’anno di Babacar girammo a quota 22, poi decollammo nel ritorno e conquistammo i playoff. Certo, in questo momento, neanche la squadra mi sta aiutando. Spero solo che prenda coscienza del proprio valore e decolli. Con dieci punti nelle prossime cinque partite potremmo rimettere in sesto la situazione attuale. A questa squadra manca uno come il primo Zoboli».
Che avete scaricato.
«Mi auguro di poterlo recuperare in qualche modo».
A bruciapelo, per rispondere a qualche voce che gira attorno al mister. Ma è vero che Crespo paga per allenare?
«E’ un brutto periodo, ma cerchiamo almeno di mantenere il senno. Uno come Crespo, prima di tutto per l’uomo che è, va sempre pagato e mai messo in discussione. Lo paga il Modena e ha un’opzione per i prossimi due anni. Io, anche in questa situazione, credo in lui». (p.v.)
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