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Il trofeo Cittadella celebra Luigi Mai: «Un grande uomo»

di Davide Berti
Il trofeo Cittadella celebra Luigi Mai: «Un grande uomo»

Si correrà al Parco Ferrari la gara intitolata al dirigente I ricordi dell’amico di Gianni Ferraguti e Tonino Zanoli

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Domani si correrà al parco Ferrari la 44ª edizione del trofeo Cittadella. E sarà una gara particolare. In assoluto la corsa più longeva della provincia di Modena, la campestre, valida come ultima prova del campionato unitario, ricorderà una figura simbolo scomparsa ormai tre mesi fa: Luigi Mai, che il trofeo Cittadella aveva fatto nascere.

Gianni Ferraguti, motore dell’atletica modenese al femminile e punto di riferimento della Cittadella (oggi è insieme alla Fratellanza), ha subito deciso di legare il nome di Mai a questa gara storica, già intitolata anche a Corrado Pamboni: «Chi ha lavorato con Luigi Mai - spiega Ferraguti - ha imparato uno stile e ha cercato di continuare sulla sua strada. Quella che era la festa del tesseramento all’Azione Cattolica, è divenuta con lui l’8 dicembre 1971 il 1° Trofeo Cittadella di corsa campestre, con premi raccolti nei negozi del quartiere. Siamo ormai alla 44a edizione e rimane la più “vecchia” manifestazione podistica della provincia. Nata in parrocchia, si corre dal 1993 sui prati del parco Ferrari e conclude da anni il campionato provinciale unitario».

Nel 1967 non erano ancora completati i lavori della nuova chiesa di Sant’Antonio in Cittadella, ma la gente, che si riuniva in quello che adesso è il teatro, avvertiva la necessità di ritrovarsi e di offrire momenti di aggregazione per i giovani. Le attività dell’Oratorio giuseppino del Sacro Cuore, che per tanti anni erano state punto di riferimento per i ragazzi, passarono pian piano nella nuova parrocchia. Si sentiva forte il bisogno di costruire qualcosa di nuovo.

Il ricordo di Ferraguti si fa commosso: «Non eravamo forse ancora consapevoli del cambiamento epocale che il Concilio Vaticano II avrebbe portato nell’impegno dei laici all’interno della Chiesa, ma il desiderio di dare opportunità di aggregazione ai nostri giovani era tanto intenso da indurre qualcuno di grande sensibilità a mettersi in gioco. È quanto è successo a Luigi, che con forza e tenacia, nel 1968 ha organizzato le risorse già presenti in parrocchia, collegandole con le istituzioni del territorio, anticipando con lungimiranza i tempi. Nacque così la Polisportiva Cittadella aperta tanto ai ragazzi (calcio) che alle ragazze (pallavolo), unica realtà sportiva esistente all’interno del quartiere Centro Storico, affiliata al Centro Sportivo Italiano. Oggi ci sembra qualcosa di “naturale”, ma per quegli anni queste scelte rappresentavano una novità assoluta».

Luigi Mai ha lasciato il segno: «Tanti i meriti di Luigi - conclude Ferraguti - ma il più grande rimane quello di avere coinvolto come collaboratori persone fidate a stare vicino ai giovani, oneste, laboriose, anche se alcuni di loro non facevano parte della famiglia parrocchiale. Condividevano però con lui l’idea che lo sport deve essere per tutti, che la finalità non è la vittoria, che prima di tutto viene il rispetto dell’altro. In lui era fondamentale la convinzione che lo sport possa essere una via per educare alla fede».

Dopo l’avventura con la Cittadella, il suo impegno si è spostato nella parrocchia di Maria Immacolata - oggi confluita in Gesù Redentore - con lo storico gruppo sportivo della Balena di Giona. Ed è lì che Luigi Mai ha ritrovato un amico dell’altra passione di una vita, il sindacato: Tonino Zanoli.

«Conobbi Luigi tanti anni fa nel sindacato - spiega Zanoli - io ero funzionario dei metalmeccanici Cisl, Luigi era membro dell’esecutivo del Consiglio di fabbrica alla Fiat Trattori. Era persona seria, intransigente e tenace nella difesa delle sue idee e dei lavoratori. Fu una conoscenza superficiale, legata al lavoro. A distanza di anni lo ritrovai nel volontariato a Maria Immacolata, come “dirigente” della Balena di Giona. Conobbi meglio la sua umanità e la convinzione nella difesa e aiuto ai più deboli. Dirigeva anche una squadra di calcio amatoriale di ghanesi e nigeriani, nonostante non conoscesse una parola di inglese né lingue africane, era stato interpellato dall’allora segretario della Cisl Franco Richeldi. Mi confidava la difficoltà nello svolgimento burocratico sportivo e nel rispettare le regole dei giocatori. Si cambiavano ruolo e maglia facilmente, con situazioni comiche che solo Gigi poteva sopportare. Un giorno, come dirigente della Balena, si intromise a difesa dell’arbitro da un genitore assatanato perché il figlio, a suo dire, era stato espulso ingiustamente. Il pugno indirizzato all’arbitro lo prese Gigi in fronte compresa la rottura degli occhiali. La malattia lo tolse dal volontariato attivo, ma quando poteva veniva ad assistere a qualche partita dando sempre consigli con sobrietà e umiltà».

Tornando all’evento sportivo di domani - 18 le categorie in gara, inizio alle 10 e ultima partenza alle 11.30, organizzazione Fratellanza e Csi Modena - saranno coinvolti centinaia di ragazzi nei diversi percorsi. Il modo più bello per ricordare Luigi Mai, che ai giovani ha dedicato la sua vita, educandoli proprio attraverso lo sport. Diceva ai suoi ragazzi: «Il patto è questo: serietà, buona educazione, fare gruppo ed aiutarsi, dare tutto il possibile nell’impegno».

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