«Nel Sassuolo la differenza la fa anche chi non gioca»
Magnanelli: «Il segreto sta in una panchina e in una rotazione di giocatori che non tradisce mai. Contro la Samp l’ennesima riprova di questo concetto»
«La differenza la fa chi non gioca». Il segreto del Sassuolo, secondo Francesco Magnanelli, è in gran parte qui, in una panchina e in una rotazione dei protagonisti che non tradisce mai. A Marassi, senza Berardi e senza il capitano, i neroverdi hanno estratto dal cilindro una prestazione monstre. E non è la prima volta che, in questo torneo, di fronte ad assenze di peso, gli uomini di Di Francesco riescono a stupire: «A Genova – spiega Magnanelli, assente per un infortunio muscolare domenica scorsa contro la Sampdoria - abbiamo fatto una partita di altissimo livello, stradominata dall’inizio alla fine. Per questo voglio fare tantissimi complimenti ai miei compagni e al mister che l’hanno preparata nel migliore dei modi. La differenza la fa più chi non gioca che chi gioca: questo è la nostra forza, è un concetto non immediato da capire ma è così. E contro la Sampdoria c’è stata la dimostrazione che, sotto questo punto di vista, siamo molto, molto competitivi».
Ecco che allora, seguendo il filo del ragionamento del Puma, il Sassuolo saprà sorbire probabilmente un’altra gara di assenza del suo capitano: «Sto abbastanza bene ma sicuramente salterò la partita col Toro. Vedremo l’evolversi della situazione per la gara di Verona». Infortunio a parte, è stata un’altra annata sportiva da incorniciare per Magnanelli e il Sassuolo. Il senatore neroverde, però, non ha ancora la pancia piena: «Per carattere – rimarca il capitano - tendo a non accontentarmi e ad essere autocritico. Stiamo facendo sicuramente un bellissimo percorso ma, analizzando le singole partite, forse potremmo avere anche qualche punto in più. Personalmente sta andando bene: non ci voleva questo piccolo infortunio ma questi episodi fanno parte del calcio e contiamo di rimetterci presto in carreggiata per concludere l’anno nel migliore dei modi». Sesto posto in classifica, ad una lunghezza dalla Juve e in piena bagarre per un posto nella élite del calcio italiano. Ce ne sarebbe abbastanza per ritenersi appagati ma, a due partite dalla conclusione del 2015 neroverde, il capitano e simbolo del Sassuolo chiede il massimo: «Stiamo facendo un bellissimo percorso, la città e i tifosi ci stanno accompagnando in questo momento più che bello ed è bello camminare insieme. Calcisticamente parlando vorrei il massimo, che vorrebbe dire sei punti contro Torino e Verona, magari anche giocando male. Probabilmente però questo non fa parte del nostro pensiero: prima otteniamo le prestazioni e di conseguenza arriveranno anche i risultati, perché poi, alla fine, sono i punti quello che fa felice noi e i tifosi».
Giacomo Gullo
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