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Pedrini: «Dove sono gli sponsor modenesi?»

di Francesco Cottafava
Pedrini: «Dove sono gli sponsor modenesi?»

La presidentessa di Dhl: «I nostri maggiori partner sono delle multinazionali, il territorio non ci è vicino. Eppure trasmettiamo passione, gioia e sacrifici»

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MODENA. Continua la rinascita del Pala Panini, con gli ultimi lavori alla sala hospitality che sono stati conclusi pochi giorni fa e si vanno a sommare ai tanti interventi già ultimati sullo storico impianto modenese. La bellissima sala ora si presenta ricca di trofei e foto del passato e presente della società gialloblù, in un emozionante e simbolico collegamento tra le due epoche storiche. Padrona di casa Catia Pedrini, la presidentessa della Dhl Modena Volley. «Posso dire che questa è la realizzazione di quello che noi abbiamo dentro, ovvero l'assoluta convinzione che noi ci siamo per quello che è stato il passato di questa società, ed il nostro sogno è quello di portare anche nel futuro quello che è stata Modena. Questo restyling è stato completato solo ora perché sono convinta che queste realizzazioni non si improvvisino. Noi abbiamo avuto una grande collaborazione con “Sartoria?” che si è personalmente occupata del nuovo look, utilizzando l'archivio di Tonino Panini. Tutto il materiale presente, le foto e gli oggetti, vengono da lui. Inoltre volevamo dare maggior dignità a Giuseppe Panini che aveva una foto all'entrata del palazzo che era diventata vecchia e triste, quindi abbiamo cambiato anche quella zona lì. Ci stiamo sforzando con le nostre poche risorse per rendere il palazzo più accogliente e bello possibile. Credo che stiamo riuscendo nel nostro intento».

L'investimento fatto Catia Pedrini nell'ammodernamento del Pala Panini è un chiaro significato che il suo impegno nel volley modenese sia un progetto a lunga durata, anche se il territorio modenese continua a non rispondere presente. «Venendo dal mondo imprenditoriale io non posso non pensare a degli investimenti per il futuro, ma l'emergenza della sostenibilità della squadra esiste, è una cosa che non è mai cambiata. I nostri tre nostri maggiori sponsor, ovvero la Dhl, Randtsad e Eurorepar, sono due multinazionali e una figlia del gruppo Citroen. Senza parlare della Bper, anche se potrebbe e dovrebbe fare molto di più, al nostro fianco non abbiamo il territorio modenese. Ovviamente non parlo del nostro pubblico, sia chiaro, parlo delle aziende. Gli imprenditori del nostro territorio hanno capito benissimo che il nostro progetto è serio. Io lo so che lo sport non è un investimento che da ritorni economici, però restituisce reputazione, passione, gioia, sacrificio ed impegno, tutte cose che hanno una grande importanza. Io non abbandono le speranze, ma sono sfiduciata. Il Comune non può darci supporto economico perché hanno cose più importanti da sostenere, ma anche il solo fatto di avergli vicini è importante. Speravo che questa cosa potesse persuadere gli imprenditori a darci una mano, invece non è successo...».

La chiusura della presidentessa è sul lato sportivo. «Per andare a caccia di finali bisogna battere tutti gli avversari, a maggior ragione per vincere. Quest'anno mi pare di aver visto, oltre ad una squadra più forte e sempre sul pezzo, un pizzico di fortuna in più, la quale l'anno scorsa non c'era. Io penso che se la buona sorte ci accompagnerà a lungo possiamo continuare a sognare».

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