Gazzetta di Modena

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Passione, km e stile di vita: si viaggia

di Valentina Corsini
Passione, km e stile di vita: si viaggia

Ventisei tifosi allo Scida contro 7mila, un viaggio estenuante. Daniela racconta

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MODENA. “Ah l’amore questo folle sentimento che…” cantavano negli anni ’70 i “Formula 3”. Sì perché l’amore, è davvero un sentimento folle, che quando arriva e ti prende forte è impossibile arrestare. E allora si diventa un po’ pazzi, euforici, non esistono limiti insuperabili e si è portati a fare di tutto pur di viverlo a pieno. Esiste poi un particolare tipo d’amore, quello che fa trepidare, soffrire, piangere, gioire ed esultare per la propria squadra del cuore, un tipo d’amore per cui si macinano chilometri, non si conoscono confini geografici invalicabili, e si passa dal paradiso all’inferno e viceversa nell’arco di 90 minuti. Questo è l’amore dei tifosi, quelli veri, che con qualsiasi tempo, in qualsiasi giorno e in qualsiasi luogo, sono sempre al fianco degli 11 uomini pronti a scendere in campo per regalare loro un sorriso e il più delle volte anche tante lacrime. Gioie e dolori del calcio, una passione che quando ti prende è come una malattia: non si guarisce più. C’è un detto che dice “nella vita si può cambiare tutto, tranne la fede calcistica”, e questo è altresì vero in una piazza come Modena, dove sarebbe fin troppo facile abbandonare i canarini per eccesso di dolori e centellinate gioie - soprattutto in trasferta - ma i tifosi gialloblù no, non lo fanno mai. Ed è proprio quando sono lontanissimi dalle mura del Braglia, che quella macchia di colore e cuore gialloblù, diventa un eroico baluardo, un orgoglio tutto modenese. Come domenica sera a Crotone, dove in uno Scida infiammato dai ben 7 mila tifosi di casa, erano 26 i tifosi canarini presenti nel settore ospiti. Un Davide contro Golia in campo, come sugli spalti. Ma il grande cuore dei tifosi gialloblù ha vinto ancora una volta, anche se il campo ha raccontato la solita vecchia storia: ennesimo risultato utile sfumato sotto i loro occhi. Vince il Crotone 1-0 e la litania preferita dei supporters gialloblù torna ad essere: “mai una gioia”. Capita però che tra questa trentina di eroici sostenitori canarini, ci sia un gruppo di 9 amici, che al di là delle vittorie e delle sconfitte date dal campo, fa della trasferta una “way of life” all’insegna dell’amicizia goliardica unita alla passione calcistica. “Siamo partiti da Modena sabato alle 9,30 a bordo del nostro mini pullman con un viaggio di 1000 km da condividere tra canti, cori e tante risate tra amici - racconta divertita Daniela Malvasi, storica tifosa canarina- arrivati a Crotone la sera, ci siamo sistemati in un Bad & Breakfast e poi via a vivere tutti insieme la movida crotonese. Uno dei ragazzi che viene sempre in trasferta con noi infatti, ha tanti amici da quelle parti. Abbiamo visitato la città, la piazzetta Rino Gaetano e il giorno dopo ci siamo gustati un ottimo pranzo di pesce ad Isola di Capo Rizzuto, dove ho potuto vivere l’altra mia grande passione: il mare. Ed infine via allo Scida per vedere la partita”. Già la partita, un match che ha tradito le speranze dei tifosi canarini per il risultato, ma non per l’emozione di averla vissuta “live”. “Le sensazioni che avevamo erano positive, almeno fino all’espulsione di Cionek - riprende la Malvasi - poi invece è cambiato tutto, ma non abbiamo mai smesso di cantare “siamo sempre con voi” alla squadra. È stato pazzesco vivere il clima caldo dello Scida e anche se noi eravamo in pochi ci siamo uniti e fatti sentire tutti insieme fino alla fine”. E il ritorno? “Siamo partiti a match terminato e arrivati a casa ieri alle 8 giusto in tempo per chi di noi doveva correre al lavoro. E’ stato un massacro, ma per gli amici e il Modena ne vale sempre la pena” conclude Daniela Malvasi.

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