Inter, Mancini ora si nasconde «Siamo una 500 ultimo modello»
Il tecnico diffida della Lazio ma in caso di vittoria eguaglierebbe il record di punti dell’anno del Triplete «La Mercedes è quella bianconera, ci attende un girone di ritorno pieno di confronti diretti fuori casa»
MILANO. «Se l'Inter è una 500 ultimo modello, cos'è la Juve? Beh, una Mercedes Station Wagon». Roberto Mancini, un po’ acciaccato e zoppicante per una leggera operazione chirurgica dopo un piccolo incidente in allenamento in cui si è scheggiato il menisco, riprende la metafora dei motori per raccontare il campionato. I nerazzurri come un'utilitaria affidabile, la Juve come una berlina più equipaggiata.
«Hanno ottenuto una serie di vittorie - spiega alla vigilia della gara al Meazza con la Lazio - stanno guadagnando i punti persi all’inizio. Il gruppo si è unito e sono tornati in alto». Il titolo è ormai un obiettivo dichiarato. Dopotutto il campionato è una maratona e le utilitarie alla lunga possono essere più affidabili nel macinare chilometri. Mancini però è un allenatore esperto, rodato, conosce bene i meccanismi e il gioco delle parti. Così decide di smorzare un pò l'entusiasmo dell'ambiente nerazzurro. In una settimana dal clima festaiolo, con cene di gala, sorrisi e decine di selfie, c'è il rischio di sottovalutare l'avversario. «Spero che dopo i normali giorni di festa e brindisi natalizi - ammette Mancini - non si sia persa la concentrazione, giocheranno Handanovic, Miranda, Murillo, Medel e Brozovic. Per vincere con la Lazio serve una partita perfetta. È una squadra competitiva e la classifica non rispecchia le loro qualità». I sedici punti di distacco dai biancocelesti non devono ingannare, la Lazio arriverà agguerrita e in cerca di riscatto, caricata da Pioli che si giocherà la panchina capitolina. Vincere contro la Lazio, vorrebbe dire anche eguagliare l'Inter del Triplete. Con i tre punti i nerazzurri raggiungerebbero 39, proprio come la squadra di Mourinho. Le due formazioni sono simili: difesa solida e attacco cinico. Ma Mancini non apprezza i paragoni e commenta con rispetto la rescissione tra lo Special One e il Chelsea: «Sono cose che succedono, ci sono sempre tanti allenatori che vengono esonerati. Se mi aspettavo che finisse così? Beh, non ci ho mai pensato più di tanto...». Un Mourinho disoccupato è una mina vagante che ha alimentato la leggenda di un ritorno all'Inter, ma ora c'è Mancini: saldo, vincente e con il pieno appoggio della società. «La più grande soddisfazione è aver recuperato posizioni in classifica. Quando torneremo affronteremo l'Empoli che è in crescita. Ma per stare in alto bisogna vincere con le medio piccole. Il girone di ritorno sarà difficile per noi, con gli scontri diretti fuori casa».
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