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Serie A da brividi, in 5 vogliono la vetta

Serie A da brividi, in 5 vogliono la vetta

Candreva ha regalato un Natale di incertezze all’Inter. Fiorentina e Napoli sono a un punto. La Juve rimonta e la Roma c’è

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MILANO. Babbo Natale Candreva consegna alla Lazio un po’ di serenità, ma soprattutto una classifica di serie A affollata al vertice come non lo è mai stata. Tre squadre in un punto, ma anche quattro in tre e cinque in quattro fanno (o dovrebbero fare) felici i tifosi, le società e chi gestisce i diritti tv. Tutti insieme appassionatamente per un inizio d'anno eccitante considerando anche le possibili incursioni del Milan in crescita e delle sorprese Sassuolo e Empoli.

Da inizio millennio solo due tornei sono stati così equilibrati: nel 2000 alla 17/a la Juve precedeva di un punto la Lazio, di quattro Roma e Inter, di cinque il Milan, poi la volata si è chiusa con lo scudetto alla Lazio e la Juve impantanata a Perugia. Nel 2003 il Milan precedeva di tre punti Lazio e Inter e di quattro la Juve che ha poi vinto. Precedenti che non fanno stare sereno Mancini.

Pro e i contro delle cinque pretendenti allo scudetto.

Inter (36 punti). La migliore difesa con Handanovic, Miranda e Murillo, Icardi torna a segnare, ma pesano l'assenza di un regista, la ruvida semplicità di Melo e Medel. Il gioco spesso latita per lasciare spazio all’estro di troppi trequartisti. Non sempre si può mantenere l'1-0 e Mancini cambia un po’ troppo. Ma ha mostrato continuità, personalità ed è ancora prima dopo qualche battuta a vuoto. Per il titolo d'inverno ha due ostacoli infidi: trasferta a Empoli e Sassuolo in casa.

Fiorentina (35). Viola in orbita coi gol della rivelazione Kalinic, le giocate talentuose di Bernardeschi, l'assetto agile e spettacolare forgiato da Paulo Sousa. Un mix sostanzioso alimentato dall'entusiasmo dei tifosi. Manca qualità alla panchina per i ricambi e personalità negli scontri diretti persi con le altre grandi (salvo l'Inter). Ora per i viola il Palermo in trasferta e la Lazio in casa.

Napoli (35). Visto che la differenza la fanno i grandi goleador, i partenopei possono contare su Higuain in stato di grazia (16 gol in 17 gare) che si sposa magicamente col talento consolidato di Insigne e la continuità di Hamsik. Sarri ha saputo superare un inizio in salita e ora la squadra gioca a memoria. Pesano gli alti e bassi e qualche ingenuità difensiva nonostante super Koulibaly. La pausa giunge a proposito, poi i campani hanno il calendario migliore: Toro in casa e Frosinone fuori.

Juventus (33). Un inizio disastroso e quattro ko sono stati ridimensionati dal recupero di 8 degli 11 punti dalla vetta e da una striscia di 7 vittorie di fila. Allegri ha raddrizzato il timone col fido Marchisio, la difesa è tornata attenta, le partenze eccellenti sono state metabolizzate. Mandzukic, Dybala e Pogba cominciano a carburare. Ma le distrazioni finali di ieri non sono da sottovalutare. Bianconeri di nuovo in corsa per il pokerissimo scudetto, ma stavolta alla pari con le altre. Alla ripresa Verona in casa e Sampdoria fuori.

Roma (32). Squadra unita con Garcia ma in crisi di gioco, fiducia, forma e risultati. Migliora l'assetto difensivo, si aspetta il ritorno in condizione di Salah e Gervinho e i gol di Dzeko. Servono innesti mirati e soprattutto una pace con i tifosi, visto che salvo la Coppa Italia gli altri obiettivi sono ancora perseguibili. Alla ripresa Chievo in trasferta e chiusura col Milan all'Olimpico.

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