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L’odissea dei tifosi gialloblù a Pescara

L’odissea dei tifosi gialloblù a Pescara

Incidenti e traffico da esodo estivo: c’è chi ha visto soltanto il finale della partita

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Pessimo regalo quello trovato sotto l’albero dai tifosi gialloblù, gli intrepidi eroi pronti a macinare km pur di stare al fianco dei canarini. Perchè se la passione verso la squadra del cuore non conosce limiti, è pur vero che non sempre le ciambelle delle trasferte escono col buco. Ieri infatti, antivigilia di Natale, la voglia di sobbarcarsi il viaggio on the road da Modena a Pescara, per non perdersi l’ultima trasferta dei canarini, era quella di sempre. Ciò che i tifosi modenesi non sapevano però, era che l’avversario da affrontare, ancor prima del Pescara, sarebbe stata l’A14. Tutto normale se si parlasse di ferragosto, tradizionale giornata d’esodo estivo verso il mare, che impone ore ed ore di fila su quell’inferno in strada chiamato Adriatica. Un po’ meno se è il 23 di dicembre. E invece è questo lo scenario in cui si sono trovati intrappolati molti sostenitori gialloblù. Partiti da Modena intono alle 15,30 alla volta di Pescara, si sono ritrovati nel bel mezzo di kilometriche code già all’altezza di Bologna. Vuoi per un incidente, vuoi per un imponente esodo dato dalle festività, l’Adriatica ha imposto un fermo stop. Che fare allora? In molti hanno proseguito sino a Senigallia per poi tornare indietro. Altri invece, tentato strade alternative. Il risultato? Alcuni una mezzora dopo il fischio d’inizio, erano ancora ad un ottantina di km dalla meta, con la speranza però di vedere l’ultimo quarto d’ora. Altri ancora, sono giunti all’Adriatico solo a secondo tempo iniziato, e in molti a soli 30 minuti dalla fine. Che dire, un Babbo Natale davvero avaro di doni...

Valentina Corsini

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