La sfida di Stefano Pelloni: sarà al via dell’Africa Eco Race
Dopo la sua prima volta lo scorso anno al grande raid africano, ora Africa Eco Race, il centauro vignolese Stefano Pelloni è di nuovo al via con la meta Dakar. L'appassionato di queste gare di...
Dopo la sua prima volta lo scorso anno al grande raid africano, ora Africa Eco Race, il centauro vignolese Stefano Pelloni è di nuovo al via con la meta Dakar. L'appassionato di queste gare di motorally che negli anni ha partecipato ai vari campionati nazionali, e a prove iridate come il Sardegna, a fine del 2014 decise di partecipare alla vera Dakar in Africa con partenza dalla Francia e arrivo sulle spiagge del Lago Rosa in Senegal. Ma la sua caparbietà è nota e alla prossima ci sarà con una moto più preparata e dal 26 dicembre sarà al via della edizione 2016 dell’Africa Eco Race. Giusto il tempo di festeggiare il Natale e poi partenza per Montecarlo dove ci saranno le verifiche prima del via ufficiale il 27 mattina per tutti con trasferimento all'imbarco di Sete. Da qui la nave porterà tutti a Nador in Marocco dove il 29 scatterà la vera gara con le sue 11 tappe, i 5978 km totali di cui 3750 in speciali tra Marocco, Mauritania e Senegal fino alle porte di Dakar. Unica tappa di riposo la domenica del 3 gennaio prima di riprendere con le ultime tappe fino al 10 quando i rimasti taglieranno l'ambito traguardo sulle spiagge del Lago Rosa. Per il nostro caparbio centauro vignolese è stata preparata dagli specialisti reggiani della MST una Yamaha 450 versione grandi raid con il supporto della vignolese Errezeta. A coordinare il progetto gli amici Manuel con Gianluca e il meccanico che lo seguirà in gara Alessandro. Oltre a portare in gara la sua moto Stefano Pelloni difenderà i colori del moto club AMX con il supporto di Davide Corradini e quelli del team Movisport di Zelindo Melegari. Tutti insieme hanno creato questa formazione per realizzare quel miraggio che Stefano Pelloni proverà a realizzare nonostante gli ostacoli non mancheranno dalle pietraie del Marocco al deserto della Mauritania per concludere con le insidie del Senegal.
Claudio Flori
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